AD Unicredit: scelto Mustier, capo del trader che causò maxi perdita SocGen

30 Giugno 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – È stato finalmente cooptato il nuovo amministratore delegato di Unicredit. Un mese prima del previsto il Cda ha sciolto le riserve e nominato Jean-Pierre Mustier alla guida dell’istituto di credito italiano.

Mustier è un banchiere francese esperto che però ha una macchia nel suo curriculum: quando era a Societe Generale era il capo di Jerome Kerviel, il trader che è accusato dall’istituto di aver causato una perdita pari a 4,9 miliardi di euro con le sue giocate in Borsa. Mustier si è sempre dichiarato all’oscuro delle operazioni dell’investitore.

Il manager è già stato al vertice della divisioni investimenti di Piazza Cordusio e di Société Générale. Lascia il gruppo francese Tikehau per prendere la guida della travagliata banca italiana ‘too big to fail’, rimasta senza una guida dopo l’uscita del dimissionario Federico Ghizzoni.

L’essere un esterno e uno straniero ha giocato a favore di Mustier. A sostenere il 54enne banchiere francese sono state in particolare la Fondazioni bancarie che, malgrado non conosca la lingua italiana, l’hanno ritenuto il miglior candidato possibile della rosa nella quale rientravano anche gli italiani Flavio Valeri (Deutsche Bank) e Fabrizio Viola, sui cui però c’era le preoccupazioni della Banca d’Italia nel caso avesse abbandonato il timone di Mps.

Durante il comitato nomine di Unicredit, svoltosi ieri sera, le uniche riserve nei confronti del banchiere sarebbero state sollevate da Francesco Gaetano Caltagirone e Luca Cordero di Montezemolo, ma questa mattina il consiglio di amministrazione della banca ha votato all’unanimità per il francese.

Dopo il voto, i titoli di Unicredit, che attraversano un periodo nero, sono tornati a salire in Borsa realizzando un rialzo dell’1,66% a 1,958 euro. Nel 2016 l’istituto di credito primo per fatturato in Italia ha perso oltre il 62% in Borsa e ora ha una capitalizzazione di appena 11,6 miliardi di euro. Solo otto mesi fa, il 22 ottobre del 2015, i titoli valevano 6,13 euro, oltre tre volte di più dei prezzi attuali.