Acquisti case aumenteranno, ma prezzi non saliranno prima del 2017

25 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nell’anno in corso Nomisma prevede un nuovo calo dei prezzi immobiliari. È la deflazione la causa principale citata dall’istituto nell’effettuare la revisione al ribasso delle stime.

Per assistere a una risalita del valore delle case, le cui compravendite sono invece viste in crescita, bisognerà infatti aspettare fino al 2017. Sul fronte del credito, le stime sono per un incremento dei mutui intorno al 30%, per un totale di circa 32 miliardi di euro erogati.

Sempre nel 2015 flessione dei prezzi sarà nell’ordine dei tre punti percentuali: -2,9% per le abitazioni, -3,1% per gli uffici e -2,6% per i negozi, rispettivamente. Il calo risulterà più marcato rispetto alle previsioni elaborate da Nomisma nel novembre 2014 a causa, in particolare, della deflazione.

Sono tutte le stime più importanti che emergono dall’Osservatorio sul Mercato immobiliare nel mese di marzo. I dati si basano su un campione di 13 città intermedie italiane.

Per il gruppo di ricerche bolognese il 2016 sarà l’anno di conclusione della fase di flessione dei prezzi degli immobili, che resterà sostanzialmente immutata rispetto al trend attuale, mentre nel 2017 segnerà la tanto attesa inversione di tendenza, con una risalita tra il 2,5% e il 3% a seconda dei comparti.

I dati offrono la conferma del miglioramento della performance del mercato residenziale, anche se l’aumento è limitato alle transazioni. Anche rispetto alle locazioni si stima un miglioramento sia per quanto riguarda i contratti conclusi, sia per la prosecuzione della tendenza alla stabilizzazione dei canoni.

Le stesse aspettative non si riscontrano per il settore direzionale, dove è previsto un ulteriore arretramento.

Sul fronte dei negozi le compravendite rimarranno in linea con quelle del 2014. Anche sul versante dei capannoni industriali si confermano timidi segnali di miglioramento.

Infine il segmento box e garage, per il quale si avrà un aumento delle compravendite, ma con valori di transazione in linea con quelli del 2014. Gli investimenti in costruzioni si presentano ancora in contrazione (-1,2%); solo nel 2016 il settore edilizio potrà cogliere un segno “più” (previsto +1,6%) grazie al miglioramento della domanda interna e l’indebolimento delle restrizioni bancarie.

Per il biennio 2016-2017 Nomisma stima un aumento delle compravendite che porterà a oltrepassare la soglia delle 500mila, ma nulla a che vedere con le 800mil annue del periodo 2004/2007.

Per l’istituto, la prospettiva è quella di una stabilizzazione delle compravendite su livelli più bassi rispetto a quelli pre-crisi.

Non a caso Nomisma indica chiaramente nel Rapporto come “nessuna crescita travolgente è alle porte, niente di paragonabile alla prepotente ascesa che ha caratterizzato gran parte dello scorso decennio”. Anche per il settore del credito, la consapevolezza degli eccessi del passato e il mancato smaltimento di molte “scorie” prospetta una situazione di relativo attendismo.

La quota di transazioni sostenute da mutuo è cresciuta del 12,7% (dati Agenzia delle Entrate), a conferma dell’importanza del sostegno bancario nelle tendenze positive del settore.

(DaC)