Abi, la lobby che piange miseria e scarica i dipendenti

16 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nuovo schiaffo delle lobby al mondo dei lavoratori. L’Abi ha disdetto in via anticipata il contratto collettivo dei bancari che scade a giugno 2014.

Immediata la reazione dei sindacati, pronti allo sciopero, come riferiscono alcune fonti. “Si sta mettendo a punto un percorso di mobilitazione che porterà allo sciopero e non solo”.

“La disdetta del contratto nazionale dei lavoratori bancari, disposta dall’Abi, con 10 mesi d’anticipo rispetto alla scadenza naturale, rappresenta un attacco inaudito ai diritti dei lavoratori, a cui risponderemo per le rime, anche con lo sciopero”, dice Lando Sileoni, Segretario generale della Fabi, il sindacato di maggioranza dei lavoratori bancari.

“In questa vicenda senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali di settore, ci troviamo di fronte a dei banchieri che sono dei perfetti Giani Bifronte, la cui doppiezza è sotto gli occhi di tutti. Da una parte di fronte alle istituzioni monetarie internazionali e nei loro road show danno ottimistiche comunicazioni ai mercati, dichiarando grande solidità patrimoniale, “core Tier 1” oltre i vincoli di “Basilea3“, di aver ridotto tutti i costi operativi, compresi i costi del personale, di essere capaci di assorbire le rettifiche su crediti generate dalla recessione, di non avere in pancia titoli tossici e di avere rischi degli attivi enormemente minori rispetto alle banche europee“, sottolinea il numero uno della Fabi.

“Dall’altra, a casa loro, quando si devono confrontare con le organizzazioni sindacali, denunciano una redditività del capitale ai minimi storici, senza prospettive di ripresa, utili netti precariamente sostenuti dal carry trade sui titoli di stato grazie ai finanziamenti della Bce, costi del personale e livelli occupazionali insostenibili. Com’è possibile gestire con responsabilità, trasparenza e partecipazione le relazioni sindacali in presenza di una tale sconcertante, antitetica ed inquietante doppiezza di messaggi? La Banca D’Italia, che ha ribadito, in più occasioni, la solidità del sistema bancario italiano non ha nulla da dire? Qual e’ la vera situazione economica, reddituale, patrimoniale delle banche italiane? I lavoratori hanno il diritto di saperlo, prima degli stress test annunciati dalla Bce, che il Parlamento europeo ha investito del compito di Vigilanza sulle grandi banche europee”, conclude Sileoni.