A Milano “il toro è stanco”?

7 Aprile 2017, di Alberto Battaglia

Secondo Gaetano Evangelista, direttore dell’Ufficio studi della società di analisi finanziaria Age Italia, il “toro è stanco a Milano”. A raccontare la storia della perdita di slancio dei rialzisti è un indice, elaborato dalla stessa Age, chiamato CorrInd e che rileva la composizione dei movimenti borsistici. Nel dettaglio l’indicatore è in grado di discernere se, ad esempio, un rialzo è dovuto ai movimenti di pochi titoli o su un movimento più “corale” del listino. Secondo quanto comunica l’esperienza storica, più il rialzo è partecipato da un ampio spettro di titoli, e non da pochi grandi nomi, più è probabile che la fase toro prosegua. Al contrario, quando il CorrInd, l’indice di “correlazione”, tende a scendere sotto il 50% ci si avvicina ai massimi di mercato: il momento in cui sarebbe opportuno tirare i remi in barca.

“Nello specifico”, scrive Evangelista, “ciascuna società è confrontata con le altre nove società, calcolando il coefficiente di correlazione di coppia, e pervenendo dunque ad una matrice di correlazioni di cui si calcola il valore medio: il CorrInd, appunto”.


Dal grafico è possibile osservare come, a partire dal 2017, il CorrInd sia tornato sotto la quota del 50%: è la settima volta che accade a Piazza Affari. Almeno in cinque delle sei precedenti occasioni tale avvenimento ha preceduto una correzione dell’indice di riferimento del mercato azionario italiano.

“Un CorrInd particolarmente compresso – inferiore al 50% – è tipico dei massimi di mercato”, conclude Evangelista, “in effetti negli ultimi dieci anni una rilevazione simile è stata registrata altre sei volte, prima delle settimane più recenti; ed in tutti i casi, ad evidenza, il seguito è stato tutt’altro che piacevole”.