Mercati

Doppio record per Piazza Affari, ma la Borsa si restringe: nessuna Ipo e record di delisting

Doppio record storico in questa prima metà dell’anno per Piazza Affari. La capitalizzazione complessiva ha raggiunto a fine giugno quota 1.209 miliardi di euro, nuovo massimo assoluto, in crescita del 12,3% rispetto alla fine del 2025 e del 27,3% su base annua.
Parallelamente, il Ftse Mib ha archiviato i primi sei mesi dell’anno con un rialzo del 15%, la migliore performance tra le principali Borse europee, superando anche il precedente record storico del marzo 2000. Una performance sostenuta soprattutto dal recupero del secondo trimestre (+16,6%), che ha compensato la flessione dell’1,4% registrata nei primi tre mesi dell’anno. La borsa italiana supera così, in termini di rendimento, le altre principali piazze europee: Ibex 35 (+12,5%), Cac 40 (+3,1%) e Dax (+2,1%).
I dati emergono dal nuovo Bollettino Statistico Mercati e dal rapporto Capital Markets in Italy – Mid-year update 2026 della Consob, che fotografano un mercato azionario capace di aggiornare i propri record in termini di valore, ma ancora alle prese con una progressiva contrazione del numero delle società quotate.

Una Borsa sempre più piccola

Dietro i nuovi massimi di mercato resta infatti il nodo strutturale del restringimento del listino. Nel primo semestre dell’anno, Euronext Milan non ha registrato alcuna nuova Ipo, mentre l’Euronext Growth Milan (Egm), il mercato dedicato alle piccole e medie imprese, ha segnato il record storico di delisting netti, ossia un saldo negativo tra nuove ammissioni e revoche.
Complessivamente le società negoziate sui mercati italiani – Euronext Milan, Euronext Growth Milan e Vorvel Equity Auction – sono scese a 416. Sul mercato principale il numero delle quotate è passato da 198 a 195, mentre sull’Egm le società si sono ridotte da 211 a 203.
Sul listino principale l’unica novità è stata un translisting dall’Egm, senza alcuna nuova quotazione. Un andamento coerente con il trend degli ultimi anni: dal 2023 le Ipo su Euronext Milan sono state appena quattro, mentre le uscite hanno continuato a superare sistematicamente le nuove ammissioni. Secondo il rapporto Consob, la debolezza del mercato primario italiano si inserisce in una trasformazione più ampia dei mercati finanziari internazionali. Una quota crescente della raccolta di capitale e della creazione di valore, soprattutto nei settori della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, avviene oggi nelle fasi precedenti alla quotazione.
Le maggiori operazioni di venture capital realizzate negli ultimi due anni hanno infatti superato, sia per raccolta complessiva sia per dimensione media, le più grandi Ipo della storia, confermando come una parte rilevante della crescita delle imprese si sviluppi ormai sui mercati privati.

Crescono gli scambi, boom di Etf, Etc ed Etn

L’attività sui mercati secondari continua intanto ad aumentare a Milano. Nei primi sei mesi del 2026 il controvalore delle negoziazioni azionarie sulle società vigilate dalla Consob ha raggiunto circa 519 miliardi di euro, con un incremento del 18,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Restano elevati anche gli scambi sui titoli di Stato italiani, pari a 5.905 miliardi di euro, nonostante una lieve flessione dell’1,5% su base annua.
Tra gli strumenti che registrano la crescita più marcata figurano gli Exchange Traded Products. Il controvalore negoziato di Etf, Etc ed Etn ha superato i 119 miliardi di euro, segnando un incremento superiore al 60% rispetto al primo semestre del 2025 e confermando il crescente interesse degli investitori verso strumenti quotati a gestione passiva.