Private & Legal

Private banking, 27% dei clienti potenziali non seguito da operatori del settore

Sono quasi 13 mila le famiglie italiane che nel corso del 2026 supereranno la soglia dei 500 mila euro di ricchezza finanziaria investibile, ampliando il bacino potenziale dell’industria del private banking.

Complessivamente, la ricchezza detenuta dalle famiglie private raggiungerà 1.611 miliardi di euro, con una crescita del 3,9% (+61,2 miliardi) rispetto al 2025. A sostenere l’espansione sarà soprattutto la capacità di accumulare nuovo risparmio (+3%), mentre il contributo dell’effetto mercato sarà pari allo 0,9%. È quanto emerge dal rapporto sul Private Banking in Italia 2026, realizzato da AIPB in collaborazione con Prometeia.

Il confronto tra il mercato potenziale del private banking e le masse oggi amministrate dagli operatori del settore evidenzia come ci sia ancora un ampio margine di sviluppo per l’industria. A fine 2026 le masse amministrate dagli operatori di private e wealth management raggiungeranno 1.489 miliardi di euro, valore che comprende anche una quota marginale di clientela affluent prossima alla soglia Private e di investitori istituzionali, non inclusi nel perimetro del mercato potenziale. Assumendo che l’incidenza di queste componenti rimanga sostanzialmente invariata, si stima che circa il 27% della ricchezza finanziaria delle famiglie con patrimoni superiori a 500 mila euro sia ancora affidato a modelli di banca commerciale tradizionale.

 

Il potenziale di crescita del Private Banking è sostenuto da due dinamiche complementari: l’ampliamento della platea di famiglie che possono accedere ai servizi Private e l’evoluzione delle esigenze di consulenza di chi già dispone di patrimoni rilevanti. La longevità, il passaggio generazionale e la crescente complessità delle scelte patrimoniali richiedono oggi competenze che vanno ben oltre la semplice gestione degli investimenti. La domanda di consulenza è quindi destinata a crescere insieme alla consapevolezza di questi nuovi bisogni”, ha dichiarato Antonella Massari, Segretario Generale di AIPB.

 

Le due direttrici della crescita: famiglie e masse da valorizzare

L’evoluzione del mercato del private banking prevista per il 2026 si muove lungo due direttrici: l’ampliamento del numero di famiglie che entrano nel perimetro del Private Banking e la crescita degli stock di ricchezza finanziaria investibile.

Come già detto da un lato 12.718 nuovi nuclei supereranno la soglia dei 500 mila euro portando il totale delle famiglie a 741.933. Dall’altro, la ricchezza potenziale aumenterà di 61,2 miliardi di euro, fino a raggiungere 1.611 miliardi a fine 2026.

La crescita del numero di famiglie riguarderà tutte le fasce patrimoniali, ma sarà concentrata soprattutto nella fascia di ingresso. I nuclei con un patrimonio finanziario investibile compreso tra 500 mila e 1 milione di euro passeranno da 543.653 a 553.618, contribuendo per il 78% ai nuovi ingressi complessivi.
Anche le fasce superiori registreranno un incremento, seppure più contenuto dal punto di vista numerico: le famiglie tra 1 e 5 milioni saliranno da 145.494 a 147.806, quelle tra 5 e 10 milioni da 30.720 a 31.049, mentre i nuclei oltre i 10 milioni passeranno da 9.348 a 9.460.

Guardando alle crescita delle masse, la dinamica appare più distribuita tra le diverse fasce patrimoniali. La fascia tra 500 mila e 1 milione di euro crescerà da 491,7 a 510,4 miliardi, generando circa 18,6 miliardi di nuova ricchezza potenziale, pari al 30% dell’incremento complessivo.

La fascia tra 1 e 5 milioni salirà da 548,6 a 569,9 miliardi, contribuendo per circa 21,4 miliardi alla crescita complessiva. Le fasce più alte apporteranno, nel loro insieme, altri 21,2 miliardi: le masse tra 5 e 10 milioni passeranno da 246,9 a 256,8 miliardi, mentre quelle oltre i 10 milioni cresceranno da 262,8 a 274 miliardi.