Mercati

Wall Street apre la stagione delle trimestrali: riflettori sulle banche, poi il test delle Big Tech

Fari dei mercati puntati questa settimana sugli utili Usa con la consueta carrellata dei bilanci trimestrali, questa volta relativi al secondo trimestre del 2026, delle società appartenenti allo S&P 500. Secondo le elaborazioni di FactSet, gli utili aggregati delle società dello S&P 500 sono attesi in aumento del 23,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Per l’intero 2026, le aspettative indicano una crescita degli utili del 24,1%, confermando uno scenario ancora favorevole per le imprese quotate.

Le banche aprono la stagione delle trimestrali

Come consuetudine, ad aprire ufficialmente la stagione delle trimestrali, saranno domani i quattro maggiori istituti bancari statunitensi: JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo. I loro risultati rappresentano tradizionalmente un primo indicatore dello stato di salute dell’economia americana, poiché il settore bancario è strettamente legato all’andamento del credito, della qualità degli attivi e della domanda di finanziamenti.

Le attese sono complessivamente positive: JPMorgan dovrebbe registrare un utile per azione di 5,62 dollari su ricavi per 49,5 miliardi di dollari, mentre Bank of America è attesa a 1,12 dollari per azione e ricavi pari a 30,7 miliardi.

Entrambi gli istituti arrivano all’appuntamento dopo otto trimestri consecutivi superiori alle stime degli analisti. Più prudenti le aspettative su Citigroup e Wells Fargo: per la prima il consenso è stato leggermente rivisto al rialzo negli ultimi mesi, mentre sulla seconda pesano margini sotto pressione legati alla fase di riorganizzazione del business.

Nel complesso, per il comparto delle banche d’investimento e dell’asset management il mercato stima una crescita degli utili del 10,4% a fronte di un incremento dei ricavi del 10,7%, sostenuti soprattutto dall’attività di trading e dal business bancario tradizionale, mentre l’investment banking continua a mostrare una crescita più contenuta.

Energia in testa alla crescita degli utili

A livello settoriale, sarà il comparto energetico a guidare la classifica con una crescita tendenziale degli utili stimata al 122,9%, il tasso più elevato tra gli undici settori dello S&P 500. A sostenerlo è il rally del greggio: nel secondo trimestre 2026 la quotazione media del petrolio si è attestata a 92,55 dollari al barile, il 45% sopra il livello dello stesso periodo dell’anno precedente. Al secondo posto si colloca l’information technology, con una crescita tendenziale del 63,3%, trainata in particolare dal comparto dei semiconduttori. Resta invece isolata la sanità, unico settore dell’indice atteso in flessione su base annua.

Il quadro si capovolge sul fronte dei ricavi, dove è la tecnologia a guidare la crescita anno su anno, seguita dall’energia, con tutti gli undici comparti comunque previsti in territorio positivo. Sul piano aggregato, la crescita degli utili dello S&P 500 nel trimestre è stimata al 23,3%, mentre per l’energia gli analisti si attendono un’ulteriore accelerazione nei prossimi quattro trimestri, con tassi superiori al 35% fino al primo trimestre del 2027.

Dollaro più debole, possibile sostegno ai conti

Un ulteriore elemento favorevole potrebbe arrivare dall’andamento del cambio. Nel secondo trimestre il dollaro si è infatti leggermente indebolito rispetto allo stesso periodo del 2025, fattore che tende a favorire le multinazionali americane con una forte esposizione internazionale.

Secondo FactSet, circa il 42% dei ricavi delle società dello S&P 500 proviene dai mercati esteri. Le stime di Goldman Sachs indicano che una svalutazione del 10% del dollaro potrebbe tradursi in un incremento degli utili per azione dell’indice compreso tra il 2% e il 3%. Tra tutti i comparti, quello tecnologico è il più esposto ai ricavi internazionali e potrebbe quindi beneficiare maggiormente dell’effetto cambio.