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La brusca correzione di marzo è un lontano ricordo per l’industria globale degli hedge fund. Dopo un primo trimestre segnato dall’impennata dei prezzi del petrolio, dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalla volatilità dei titoli tecnologici, i principali gestori hanno recuperato terreno, chiudendo il primo semestre del 2026 con i risultati più solidi dal 2021.
Secondo i dati di PivotalPath, ripresi da Bloomberg, il rendimento medio dei fondi hedge ha raggiunto il 7,2% al 30 giugno, sostenuto in particolare dalle strategie focalizzate sul comparto tecnologico, che hanno registrato una performance media del 27%. Da gennaio 2020, il rendimento composto si è attestato all’8,5%.
Tecnologia e chip al centro della ripresa
A trainare il recupero sono stati soprattutto i titoli dei semiconduttori, protagonisti di uno dei trimestri più brillanti della loro storia, alimentati dalla continua espansione della domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Tra i migliori performer figura il fondo Eureka di Marshall Wace, che ha guadagnato il 6,7% nel solo mese di giugno, portando il rendimento del semestre al 19,9%. Ancora più marcata la performance di Oculus, il fondo macro di D.E. Shaw, salito del 5,6% a giugno e del 27,4% nei primi sei mesi dell’anno.
Rendimenti ancora più elevati sono stati registrati da Whale Rock Capital Management, con un progresso del 72,5%, sostenuto dalle esposizioni sui produttori di semiconduttori e dall’investimento nella società di intelligenza artificiale Anthropic. Anche Appaloosa Management ha beneficiato del rally del settore delle memorie per applicazioni IA, chiudendo il semestre con un rendimento del 32%.
Non solo tecnologia. Alcuni dei maggiori profitti sono arrivati da strategie specialistiche legate ai ribilanciamenti degli indici azionari. L’accelerazione dell’inclusione di SpaceX nei principali benchmark di Nasdaq e FTSE Russell ha generato significative opportunità di arbitraggio per i gestori specializzati.
All’interno di Millennium Management, due team dedicati esclusivamente al trading sui cambiamenti degli indici avrebbero realizzato circa 3,7 miliardi di dollari di utili nel solo mese di giugno, contribuendo in modo determinante alla performance del fondo multi-strategy.
Non tutti i fondi festeggiano
Non tutti i protagonisti del settore stanno vivendo un momento positivo. ExodusPoint Capital Management, ad esempio, è rimasto indietro rispetto ai concorrenti multi-strategia: a giugno ha guadagnato solo lo 0,2%, portando il rendimento dei primi sei mesi al 4,3%. Parallelamente, i fondi quantitativi stanno attraversando la fase più difficile dal 2023, segno che l’attuale contesto di mercato continua a premiare soprattutto le strategie discrezionali e le esposizioni dirette ai temi dell’intelligenza artificiale e della tecnologia.
Uno sguardo alla seconda parte dell’anno
Le performance record del primo semestre non sembrano tuttavia aver ridotto la prudenza dei gestori. Nelle ultime settimane, infatti, gli hedge fund statunitensi hanno progressivamente alleggerito l’esposizione ai titoli tecnologici, in particolare ai semiconduttori e all’hardware, privilegiando settori più difensivi ed ETF.
Dopo aver beneficiato del rally alimentato dall’intelligenza artificiale, molti investitori stanno infatti realizzando i profitti in vista della stagione delle trimestrali, dalla quale arriveranno indicazioni decisive sulla capacità delle big tech di trasformare gli ingenti investimenti nell’IA in crescita degli utili. Una rotazione che non mette in discussione i risultati eccezionali conseguiti finora dal settore, ma segnala un approccio più selettivo e cauto nella seconda metà dell’anno.