Economia

Dall’inflazione alla salute, ecco cosa toglie il sonno alle famiglie italiane

Le paure cambiano volto, ma hanno tutte un filo conduttore: l’incertezza. Se fino a pochi anni fa la salute monopolizzava le principali preoccupazioni delle famiglie, oggi il costo della vita e la tenuta dei bilanci domestici hanno raggiunto lo stesso livello di allarme.
È la fotografia scattata dall’Allianz 3am Report 2026, sondaggio realizzato da Allianz e Ipsos su 10mila persone in Australia, Brasile, Francia, Germania, Indonesia, Italia, Spagna, Svizzera, Turchia e Regno Unito, che evidenzia come le difficoltà economiche siano ormai una fonte di inquietudine tanto quanto i timori per la salute.

In Italia il futuro pesa più del portafoglio

Se a livello globale le preoccupazioni finanziarie guadagnano terreno, in Italia emerge un quadro in parte diverso. La salute resta il principale motivo di preoccupazione personale, ma gli italiani guardano con maggiore apprensione al futuro rispetto alla media internazionale. Le prospettive delle famiglie e delle nuove generazioni, il contesto geopolitico e i cambiamenti sociali alimentano un diffuso senso di incertezza, al quale si aggiunge una maggiore sensibilità verso gli effetti del cambiamento climatico.

Anche il tema della sicurezza assume nel nostro Paese un rilievo superiore rispetto a quello rilevato negli altri mercati analizzati. Criminalità e sicurezza personale figurano infatti tra le principali fonti di preoccupazione, mentre risultano meno sentiti i rischi legati alla cybersicurezza e all’instabilità politica.

Sul fronte sanitario, le maggiori ansie riguardano il benessere dei familiari, il rischio di malattie gravi e l’accesso alle cure. Al contrario, gli italiani attribuiscono un peso inferiore rispetto alla media internazionale ai temi della salute mentale e della gestione dello stress.

L’indagine evidenzia inoltre differenze marcate tra generazioni e livelli di reddito. I più giovani concentrano le proprie preoccupazioni sul lavoro, sulla carriera e sulle prospettive future, mentre le fasce più mature guardano soprattutto alla salute, alla sicurezza e all’ambiente. Con l’aumentare del reddito diminuisce il peso delle preoccupazioni economiche e cresce l’attenzione verso sostenibilità, qualità della vita e tutela ambientale.

Nel mondo finanze e salute condividono il primo posto

Su scala internazionale, le preoccupazioni finanziarie e quelle legate alla salute si attestano entrambe al 48%, con un vantaggio di tredici punti percentuali rispetto alla terza voce in classifica, rappresentata dalle preoccupazioni per il futuro (35%).

Rispetto al 2025, le ansie economiche sono aumentate in sette degli otto Paesi già presenti nell’indagine, entrando tra le prime tre preoccupazioni in Brasile, Francia, Germania e Regno Unito. Gli incrementi più consistenti si registrano in Australia, Indonesia e Turchia, mentre anche nei due nuovi Paesi inclusi quest’anno, Spagna e Svizzera, le questioni finanziarie figurano tra le prime due fonti di preoccupazione. A incidere sono soprattutto l’aumento del costo della vita, indicato dal 71% degli intervistati, e il reddito insufficiente, citato dal 51%. In Italia, invece, le preoccupazioni economiche risultano sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente.

Famiglie resilienti, ma con margini sempre più ridotti

Oltre alla graduatoria delle preoccupazioni, il rapporto fotografa una crescente fragilità finanziaria. Solo il 5% degli intervistati si considera economicamente sicuro, con una capacità significativa di risparmiare e investire, mentre quasi una persona su tre dichiara di avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

In questo contesto prevalgono comportamenti improntati alla prudenza: il 34% riduce le spese non essenziali e il 22% concentra gli sforzi sul risparmio destinato alle necessità future. Le spese per l’alimentazione continuano ad assorbire la quota maggiore dei bilanci familiari (77%), seguite dall’abitazione (49%), dai trasporti (35%) e dalle assicurazioni (34%).

Anche la capacità di accumulare risparmi resta limitata. Quasi una persona su tre non riesce a mettere da parte denaro con regolarità. In Europa e nel Regno Unito solo il 34% degli intervistati dichiara di riuscire a risparmiare almeno il 10% del proprio reddito, mentre l’Indonesia rappresenta un’eccezione, con il 56% che raggiunge questa soglia.

Salute, cresce il peso dello stress

La salute continua a rappresentare una delle principali fonti di preoccupazione a livello mondiale. I timori riguardano soprattutto la salute fisica personale (48%), quella dei familiari (45%) e l’accesso alle cure (42%).

Tra gli indicatori in maggiore crescita rispetto al 2025 emergono però la salute mentale e lo stress, in aumento rispettivamente di cinque e quattro punti percentuali, a conferma di come le tensioni economiche e l’incertezza incidano sempre più anche sul benessere psicologico.