Advisory

I giovani per ridisegnare la consulenza finanziaria

Dalla campagna social per la ricerca di nuovi professionisti al debutto nel private banking: la filiale italiana della banca olandese accelera, riconfermando la forza del suo Dna digitale

In un mercato della consulenza finanziaria che cambia rapidamente pelle, ING punta su un modello giovane, digitale e sempre più orientato alla relazione con il cliente.
Ne abbiamo parlato con Matteo Pomoni, Head of Private Banking, Wealth Management & Investments di ING Italia, il quale ci ha raccontato la strategia della banca, rafforzata anche da una campagna diffusa nel mese di aprile sui principali canali online: dal reclutamento via social dei nuovi advisor al lancio del private banking, passando per masse in crescita, piattaforme digitali e una rete di consulenti finanziari sempre più innovativa.

Perché avete deciso di puntare proprio sui social per la vostra campagna di reclutamento?
“Il punto di partenza è molto chiaro: in ING crediamo fortemente nei giovani e continuiamo a considerarli un elemento centrale per lo sviluppo della nostra rete di consulenti finanziari.
Oggi l’età media dei nostri Financial Advisor è di 31 anni, significativamente più bassa rispetto al mercato (53), e questo ci consente di avere professionisti con una naturale attitudine al digitale e valori e linguaggio più vicino alle nuove generazioni.
In questo contesto, per attrarre nuovi talenti è necessario parlare la loro lingua, scegliendo canali e formati coerenti con le loro aspettative. I social rappresentano oggi il luogo naturale di informazione e orientamento per i giovani: se vogliamo raccontare in modo efficace la professione del consulente finanziario, dobbiamo essere presenti dove queste persone sono, con un linguaggio che percepiscono come autentico.
I social ci permettono inoltre di superare alcuni stereotipi ancora molto diffusi e di mostrare in modo diretto e concreto cosa significa fare questo lavoro oggi: non solo numeri, grafici e prodotti, ma relazione, consulenza e impatto reale nella vita delle persone.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per le nuove generazioni. Il tema del purpose, infatti, è sempre più centrale: secondo la Global Gen Z and Millennial Survey di Deloitte, oltre l’85% dei giovani cerca un lavoro che abbia un significato e un impatto tangibile. La consulenza finanziaria, in questo senso, offre la possibilità di accompagnare le persone nelle scelte importanti della loro vita, e quindi di generare un valore concreto, che va ben oltre la dimensione puramente economica”.

Chi sono i protagonisti della campagna e quali social network avete utilizzato?
“Il concept della nostra campagna è semplice: permettere a un giovane, lontano dal mondo della consulenza finanziaria e che di questa professione ha solo un’idea approssimativa, spesso legata a stereotipi, di accompagnare una delle nostre consulenti nel corso di una normale giornata di lavoro.
L’obiettivo è mostrare in modo concreto le opportunità offerte da questa professione in ING: un ambiente giovane e dinamico, strumenti e device digitali all’avanguardia, un percorso di formazione continua di qualità, una relazione con il cliente sempre più multicanale e una flessibilità che rappresenta uno degli elementi distintivi del lavoro. A questo si affianca un modello pensato per facilitare l’avvio della carriera, con l’assegnazione di un primo portafoglio clienti e un supporto economico nei primi due anni, a sostegno dello sviluppo dell’attività e della crescita professionale. Come protagonisti abbiamo scelto Alessia Sacco, Group Manager della nostra rete, e il content creator Samuele Colajanni, creator conosciuto per il suo stile ironico e irriverente. Dal punto di vista dei canali, insieme alle nostre agenzie media e social, abbiamo sviluppato una strategia multicanale pensata per intercettare il target nei diversi momenti della giornata, adottando linguaggi coerenti con ciascuna piattaforma.
Instagram e TikTok ci hanno permesso di raggiungere il pubblico più giovane con contenuti rapidi e ingaggianti, YouTube è stato il naturale spazio di approfondimento per gli episodi completi della serie, mentre LinkedIn ha garantito un presidio più professionale, orientato ai temi di carriera. Questo approccio integrato ci consente di massimizzare la visibilità, mantenendo al tempo stesso una narrazione coerente su tutti i touchpoint”.

Che riscontri avete ottenuto sinora dalla campagna?
“La campagna contribuisce a far crescere la consapevolezza sulla rilevanza della professione, anche tra chi inizialmente non la considerava un’opzione, favorendo al contempo un’evoluzione nella percezione del ruolo, sempre più associato a dinamismo, relazione e creazione di valore concreto per il cliente.
Le prime evidenze sono positive: i contenuti hanno raggiunto circa 30 milioni di impressions, con un buon livello di engagement che conferma la coerenza del formato e del linguaggio scelti rispetto al target. Questi risultati si inseriscono in un trend già in atto per ING, che registra una crescita costante dell’interesse verso la professione.
Nei primi quattro mesi del 2026, le candidature sono aumentate del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un miglioramento anche in termini di qualità: la percentuale di candidati che superano lo screening iniziale e il primo contatto è cresciuta del 6%”.

Come procede il percorso di ING nell’ambito degli investimenti e della consulenza finanziaria?
“Parto dai numeri: nel 2025 le masse totali in Italia sono cresciute del 20%, raggiungendo quasi 6 miliardi di euro, con una particolare accelerazione sulle masse gestite, in aumento del 60% rispetto all’anno precedente. Un trend che si è consolidato nel primo trimestre di quest’anno. Questa crescita è il risultato di un modello di consulenza innovativo, digitale e flessibile, che consente ai clienti di accedere a un servizio evoluto anche da remoto, con standard qualitativi pienamente comparabili a quelli in presenza.
La digitalizzazione, oggi adottata da oltre il 90% della clientela, permette inoltre un monitoraggio continuo e completamente paperless del portafoglio, migliorando l’efficienza complessiva dell’esperienza. A questo si affianca un ulteriore rafforzamento della piattaforma di investimento, oggi composta da oltre 1.200 fondi comuni e arricchita da partnership con le principali case di gestione internazionali, oltre allo sviluppo della bancassurance e di soluzioni proprietarie come i Global Portfolio Index.
Chiaramente un ruolo centrale è svolto dalla rete di consulenti finanziari, oggi composta da circa 315, in progressiva evoluzione grazie all’integrazione tra giovani talenti e figure senior, a supporto di una crescita sempre più qualitativa del servizio.
In questo percorso si inserisce il lancio del private banking, annunciato a maggio, che rappresenta un ulteriore passo nel nostro posizionamento: l’obiettivo è accompagnare i clienti con esigenze più sofisticate in un modello di consulenza ancora più completo, in grado di coprire tutti gli aspetti della gestione patrimoniale e rispondere alla crescente complessità dei bisogni nel tempo”.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di giugno 2026 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.