Economia

Ex Popolare di Bari, al via la vendita: Iccrea, Credem e Crédit Agricole in corsa per la banca

La vendita della Banca del Mezzogiorno, l’ex Banca Popolare di Bari, entra nella fase decisiva. Entro lunedì 29 giugno dovranno infatti arrivare le offerte non vincolanti per l’istituto controllato da Mediocredito Centrale, primo passo di un processo che porterà alla privatizzazione della banca nell’ambito del piano di dismissioni del ministero dell’Economia.

L’operazione rappresenta uno dei dossier più importanti ancora aperti nel settore bancario italiano e si inserisce nel più ampio riassetto del credito nazionale, caratterizzato da fusioni, acquisizioni e consolidamento.

Dal salvataggio al ritorno sul mercato: cosa succede in Pop Bari

La storia recente dell’ex Popolare di Bari è nota. Nel 2020 la banca venne salvata grazie a un intervento complessivo da 1,6 miliardi di euro, dei quali 1,2 miliardi messi a disposizione dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. L’operazione consentì di evitare il dissesto dell’istituto e di avviare un profondo piano di rilancio sotto il controllo di Mediocredito Centrale, partecipato dal ministero dell’Economia attraverso Invitalia.

Negli ultimi anni il percorso di risanamento ha prodotto risultati positivi. Sotto la guida dell’amministratore delegato Cristiano Carrus, la banca ha chiuso il 2025 con un utile di 31,83 milioni di euro, in crescita del 42,1% rispetto all’anno precedente. Numeri che hanno riportato l’istituto nelle condizioni per essere ceduto a un investitore privato.

Tre gruppi pronti a presentare un’offerta

Secondo quanto riportato da MF-Milano Finanza, sarebbero tre i gruppi interessati alla banca. Il primo è Iccrea, che avrebbe deciso di presentarsi insieme alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata. L’obiettivo sarebbe quello di rilevare la rete della banca e successivamente suddividerne le oltre 200 filiali tra i due istituti, rafforzando così la presenza nel Mezzogiorno.

Tra i candidati figura anche Credem, che seguirebbe però un approccio più prudente. Il gruppo emiliano, secondo le indiscrezioni, resterebbe in gara solo nel caso in cui il prezzo dell’operazione risultasse coerente con i propri criteri di redditività.
Il terzo concorrente è Crédit Agricole Italia, indicato da diversi osservatori come il favorito della partita. Il gruppo francese è impegnato da tempo in una strategia di crescita sul mercato italiano e l’acquisizione dell’ex Popolare di Bari rappresenterebbe un ulteriore tassello del suo piano di espansione.

Le preferenze della politica

La scelta finale non dipenderà soltanto dalle offerte economiche. Poiché la banca è controllata indirettamente dal Ministero dell’Economia, anche il Governo avrà un ruolo decisivo nella valutazione delle proposte. Secondo le indiscrezioni, sul territorio pugliese sarebbe vista con favore la soluzione guidata da Iccrea insieme alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata, considerata potenzialmente meno impattante sul fronte occupazionale e più orientata a preservare il radicamento locale dell’istituto. Crédit Agricole, invece, potrebbe beneficiare della propria solidità finanziaria e dell’interesse già manifestato negli ultimi anni a rafforzare ulteriormente la propria presenza nel mercato bancario italiano.

UniCredit resta alla finestra

Tra i grandi nomi del settore non dovrebbe esserci UniCredit. L’istituto guidato da Andrea Orcel è infatti concentrato su altri dossier strategici, a partire dall’offerta pubblica di scambio lanciata su Commerzbank. Lo stesso amministratore delegato ha escluso un coinvolgimento nella partita dell’ex Popolare di Bari, dichiarando nei giorni scorsi, durante la CEO Conference di Mediobanca, che questa volta UniCredit sarà “spettatrice” del risiko bancario italiano.

Uno degli aspetti più delicati riguarda la valutazione dell’istituto. La base di partenza della trattativa è rappresentata da un patrimonio netto di circa 600 milioni di euro, ma il ministero dell’Economia punta a ottenere una valorizzazione superiore grazie al miglioramento dei risultati economici registrati negli ultimi esercizi. La competizione tra più pretendenti potrebbe contribuire a far salire il prezzo finale della cessione.

I prossimi passaggi

Le offerte che arriveranno entro il 29 giugno saranno soltanto il primo passaggio della procedura. Successivamente si aprirà la virtual data room, che consentirà ai potenziali acquirenti di analizzare nel dettaglio i dati economici e patrimoniali della banca attraverso la fase di due diligence, prevista durante l’estate.

A inizio settembre è in programma la management presentation, durante la quale il management illustrerà il piano industriale e le prospettive dell’istituto ai soggetti interessati.
Le offerte vincolanti dovrebbero essere presentate entro la fine di settembre. Solo allora prenderà forma la fase conclusiva della trattativa, che porterà alla scelta dell’acquirente. L’obiettivo del ministero dell’Economia resta quello di completare la privatizzazione entro il 2026, chiudendo così uno dei principali dossier aperti dopo il salvataggio del sistema bancario italiano e consegnando definitivamente l’ex Popolare di Bari a un nuovo azionista privato.