Economia

Assicurazioni italiane da record: premi a 162 miliardi, Rc auto sotto osservazione

Il mercato assicurativo italiano ha archiviato il 2025 con risultati da primato. La raccolta premi complessiva ha raggiunto i 162,2 miliardi di euro, pari al 7,2% del Pil, mentre la solidità patrimoniale delle compagnie continua a rafforzarsi. L’indice medio di solvibilità è salito infatti al 273%, ben al di sopra dei requisiti regolamentari e in miglioramento rispetto al 259,4% dell’anno precedente. Sono alcuni dei numeri emersi dalla consueta Relazione annuale dell’Ivass, che conferma una tendenza ormai strutturale: la progressiva concentrazione del settore. Le imprese vigilate da IVASS scendono a 85, contro le 89 del 2024, proseguendo un percorso di fusioni e riorganizzazioni che dal 2013 ha ridotto di oltre un terzo il numero degli operatori presenti sul mercato.

Vita, il ritorno della crescita passa dalle unit linked

Il motore principale del settore resta il comparto vita, che vale oltre il 73% della raccolta complessiva e raggiunge i 121 miliardi di euro, con una crescita del 7,3% su base annua.

A fare la differenza sono soprattutto le polizze unit linked, strettamente collegate all’andamento dei mercati finanziari, che passano da 31,5 a 37,4 miliardi di euro. Un segnale che riflette il graduale ritorno di interesse degli investitori verso prodotti capaci di offrire rendimenti più elevati in un contesto caratterizzato da tassi ancora relativamente sostenuti.

Un altro elemento significativo riguarda il comportamento della clientela. Dopo anni segnati da riscatti elevati, il fenomeno mostra segnali di stabilizzazione. Il rapporto tra riscatti e premi scende al 67%, contribuendo a ridurre le pressioni sulla liquidità delle compagnie e rafforzando ulteriormente l’equilibrio del comparto.

Danni, salute e catastrofi naturali guidano la corsa

Anche il ramo danni conferma una dinamica espansiva. La raccolta supera i 50 miliardi di euro con un incremento del 6,4%, sostenuta soprattutto dai segmenti salute e property. Particolarmente brillante il comparto malattia, che cresce dell’11,6%, a testimonianza della crescente attenzione delle famiglie verso forme di protezione sanitaria integrativa. Ancora più rilevante la dinamica delle coperture incendio e catastrofi naturali, in aumento del 17,1%, favorita dall’introduzione dell’obbligo assicurativo contro alcuni rischi catastrofali per le imprese.

Il dato evidenzia come il cambiamento climatico stia progressivamente modificando la struttura della domanda assicurativa. Eventi meteorologici estremi, alluvioni e rischi sismici non rappresentano più fenomeni eccezionali ma fattori che incidono direttamente sulle strategie di copertura di aziende e famiglie. Eppure la sfida è appena iniziata: il numero di polizze cat-nat è più che raddoppiato in pochi mesi, passando da 289 mila a oltre 700 mila contratti, ma resta ancora lontano dal potenziale di circa 4,5 milioni di imprese interessate dall’obbligo. L’adesione è concentrata nelle aziende medio-grandi, mentre tra le micro e piccole la penetrazione rimane limitata. Il prezzo delle coperture dipende principalmente dal livello di rischio territoriale: le aree a maggiore esposizione sismica registrano premi più elevati, seguite da quelle caratterizzate da rischio idrogeologico e frane.

Rc auto, prezzi ancora in salita

La Rc auto resta uno dei capitoli più sensibili del mercato assicurativo. I dati IVASS confermano la tendenza: i premi del ramo hanno raggiunto 18,4 miliardi di euro, mentre il premio medio per veicolo è passato da 338 a 353 euro (+4,3%). Tra i principali Paesi europei solo il Regno Unito registra costi medi superiori, mentre Francia e Spagna restano su livelli più bassi, intorno ai 195 euro.

La novità non è però tanto l’aumento dei prezzi, in crescita ormai dalla fine del 2022, quanto l’annuncio di un’indagine conoscitiva congiunta tra IVASS e Antitrust per valutare possibili interventi di riforma del settore. Sotto osservazione c’è innanzitutto il sistema del risarcimento diretto e del forfait, che prevede rimborsi tra compagnie sulla base di importi standardizzati e non dei costi effettivi dei sinistri, con possibili effetti distorsivi sulla concorrenza.

Nel mirino anche il bonus-malus. A quasi vent’anni dalla legge Bersani, la maggior parte degli automobilisti si concentra ormai nella prima classe di merito, riducendo la capacità del sistema di distinguere i diversi livelli di rischio. Una situazione che ha spinto le compagnie a sviluppare criteri tariffari interni sempre più sofisticati per differenziare i premi tra assicurati formalmente collocati nella stessa classe.

Trasformazione digitale e consumatori

Se il cambiamento climatico rappresenta la principale sfida fisica per il settore, la trasformazione digitale ne costituisce la sfida tecnologica. L’entrata in vigore del regolamento europeo DORA sulla resilienza operativa digitale spinge compagnie e intermediari a rafforzare i sistemi di protezione contro minacce cyber e interruzioni operative. Parallelamente cresce l’attenzione delle autorità internazionali verso fenomeni emergenti come l’intelligenza artificiale, il private credit e le nuove forme di riassicurazione. L’obiettivo è accompagnare l’innovazione senza compromettere la stabilità finanziaria e la tutela degli assicurati.

Protezione utenti

Sul fronte della protezione degli utenti, il 2025 e l’inizio del 2026 segnano l’avvio operativo dell’Arbitro Assicurativo, nuovo strumento di risoluzione delle controversie completamente digitale. Nei primi mesi di attività sono già arrivati oltre 1.700 ricorsi, segnale di una domanda crescente di strumenti rapidi e accessibili per la tutela dei diritti degli assicurati.

L’azione di vigilanza dell’Istituto ha riguardato anche il capitolo delle polizze dormienti, con risultati concreti per migliaia di famiglie: a marzo 2026 le compagnie hanno censito oltre 70.500 posizioni con diritto al pagamento, restituendo ai legittimi beneficiari 2,7 miliardi di euro su un totale di 3,7 miliardi complessivamente individuati.

Parallelamente prosegue l’azione di contrasto all’abusivismo: dal 2023 a giugno 2026 l’IVASS ha oscurato 376 siti internet riconducibili a operatori non autorizzati.

Nel suo intervento, il presidente dell’IVASS, Paolo Angelini, ha dedicato un passaggio alle recenti operazioni di consolidamento nel settore finanziario.

“Pochi giorni fa sono state annunciate importanti operazioni di aggregazione che coinvolgono primari istituti bancari e assicurativi, destinate a produrre impatti significativi sui modelli di attività, sugli assetti partecipativi e di governo societario. Le analizzeremo al fine di verificare l’esistenza dei necessari presupposti prudenziali”, ha affermato.

Angelini ha aggiunto che l’Istituto ha già avviato il coordinamento con le altre autorità coinvolte nei procedimenti autorizzativi.

“Abbiamo avviato la collaborazione con le altre Autorità coinvolte nei processi autorizzativi: la BCE, la Banca d’Italia, la Consob, l’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato. Soddisfatti i criteri alla base delle autorizzazioni, il giudizio sulle operazioni spetterà alle dinamiche di mercato”.