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Consob: tra finfluencer, gamification e pubblicità occulta aumentano i rischi per gli investitori retail

Bolle informative, pubblicità mascherata da contenuti informativi, tecniche di gamification e un eccesso di informazioni che può generare confusione e favorire comportamenti impulsivi. Sono questi alcuni dei principali rischi che gli investitori retail si trovano oggi ad affrontare nell’ecosistema della comunicazione finanziaria digitale, secondo quanto evidenziato dalla Consob nel nuovo Quaderno FinTech intitolato “La comunicazione finanziaria tramite il canale digitale”.

L’analisi dell’Autorità fotografa un panorama profondamente trasformato dall’evoluzione tecnologica e dall’affermazione di nuovi attori che operano accanto agli intermediari finanziari tradizionali. Soggetti che, in alcuni casi, possono fare leva su specifiche vulnerabilità comportamentali degli investitori per orientarne le scelte.

Finfluencer, community e neobroker: i nuovi protagonisti della finanza digitale

Tra i protagonisti più noti figurano i cosiddetti finfluencer, creator e influencer che pubblicano contenuti dedicati agli investimenti e ai mercati finanziari. Secondo la Consob, il rischio principale riguarda la possibile presenza di conflitti di interesse non sempre dichiarati in modo trasparente, legati a sponsorizzazioni, accordi commerciali o vantaggi economici personali.

Un ruolo crescente è svolto anche dalle financial web communities, comunità online nelle quali gli utenti condividono analisi, opinioni e strategie di investimento. Se da un lato questi spazi favoriscono la circolazione delle informazioni, dall’altro possono alimentare dinamiche in cui il consenso del gruppo prevale sulla valutazione critica dei dati e sull’affidabilità delle fonti. Nel nuovo ecosistema digitale trovano spazio anche i neobroker, piattaforme di investimento progettate per offrire un’esperienza semplice e immediata. Tuttavia, la ricerca evidenzia come alcune caratteristiche dell’interfaccia possano contribuire a trasformare l’attività di investimento in un’esperienza assimilabile a un gioco, incentivando una maggiore frequenza operativa.

Il rischio della gamification e delle false promesse formative

Particolare attenzione viene dedicata inoltre alle Academy finanziarie, che in alcuni casi utilizzano corsi gratuiti e attività formative come strumento per conquistare la fiducia dei risparmiatori e indirizzarli successivamente verso specifiche opportunità di investimento. Nei casi più estremi, avverte la Consob, queste iniziative possono tradursi in vere e proprie truffe, con la scomparsa dei capitali affidati dagli investitori.

Un fenomeno collegato è rappresentato dalle Prop Firm, società che consentono agli aspiranti trader di operare inizialmente in ambienti simulati senza utilizzare denaro proprio, richiedendo però il pagamento di corsi, abbonamenti o quote di accesso. In questo contesto, l’impiego di tecniche di gamification – ovvero l’utilizzo di meccanismi tipici dei videogiochi in contesti diversi – può spingere gli utenti a ripetere continuamente tentativi di trading a pagamento, senza alcuna garanzia di rendimento. L’evoluzione del digitale continua inoltre a generare nuove forme di interazione con il pubblico. Molte piattaforme puntano a massimizzare la user experience attraverso strumenti che rendono la navigazione più fluida e l’operatività più immediata, adottando logiche proprie dell’intrattenimento online. Parallelamente, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha favorito la nascita di influencer virtuali e la clonazione digitale di personaggi reali, tecnologie che possono essere sfruttate anche per finalità fraudolente e per attirare investitori con false promesse.

Più regole e maggiore educazione finanziaria

Il Quaderno dedica ampio spazio anche al quadro normativo, ricostruendo le tutele previste a livello europeo e nazionale e illustrando le strategie adottate da organismi come Esma, Iosco e dalle principali autorità di vigilanza internazionali per fronteggiare i nuovi rischi della comunicazione finanziaria online.

A completare l’analisi, la Consob presenta i risultati di una ricerca condotta su oltre mille studenti universitari. Lo studio mostra come i giovani tendano a riporre maggiore fiducia nei contenuti basati su informazioni e argomentazioni razionali rispetto a quelli che fanno leva sulle emozioni.

Dall’indagine emerge inoltre una forte richiesta di regolamentazione: il 79% degli intervistati ritiene infatti necessario introdurre regole capaci di garantire maggiore trasparenza, verificabilità e affidabilità di questi nuovi soggetti, mentre soltanto il 7% considera superflui interventi normativi.

La ricerca evidenzia anche una diffusa difficoltà nel distinguere tra informazione e comunicazione pubblicitaria, persino quando sono presenti indicatori promozionali come hashtag, tag o link sponsorizzati. Per questo motivo, la Consob sottolinea l’importanza di rafforzare le tutele degli investitori attraverso un monitoraggio costante dei canali digitali, una comunicazione istituzionale efficace e programmi di educazione finanziaria e digitale in grado di fornire gli strumenti necessari per riconoscere tempestivamente i segnali di rischio.