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Le truffe finanziarie digitali stanno cambiando volto e diventano sempre più difficili da intercettare. La criminalità organizzata, infatti, sfrutta con crescente abilità le nuove tecnologie e gli strumenti della finanza digitale per muovere capitali illeciti e nascondere le proprie tracce. A lanciare l’allarme è il direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), Enzo Serata, nel corso della relazione annuale presentata alla Banca d’Italia.
Secondo Serata, la criminalità “sfrutta sempre di più l’innovazione finanziaria e tecnologica” e l’espansione di strumenti come criptoattività, IBAN virtuali, carte digitali e ATM non bancari “rende ancora più opachi i percorsi del riciclaggio”. Un fenomeno che non riguarda solo il riciclaggio di denaro, ma anche l’aumento delle truffe e delle frodi informatiche ai danni di cittadini e imprese.
L’impatto della tecnologia sulle truffe
Nel suo intervento, riportato nel rapporto UIF, Serata sottolinea come la tecnologia abbia contribuito a rendere più ampie e complesse le attività criminali. L’uso massiccio di strumenti digitali e piattaforme di comunicazione online ha infatti favorito un incremento significativo delle segnalazioni di operazioni sospette (Sos), spesso legate proprio a schemi fraudolenti. Nel 2025 le segnalazioni arrivate all’Unità sono cresciute dell’11,5%, raggiungendo quota 162.059. Un aumento importante che, secondo la UIF, è legato anche all’ingresso di nuovi soggetti segnalanti, come le banche telematiche, sempre più esposte ai rischi del digitale.
Più segnalazioni e più frodi online
L’analisi della UIF evidenzia come l’aumento delle segnalazioni sia strettamente collegato a truffe e frodi informatiche. Cresce inoltre la tempestività con cui vengono inviate le SOS, segno di una maggiore attenzione da parte degli operatori finanziari, ma anche della rapidità con cui si sviluppano i nuovi schemi fraudolenti.
Allo stesso tempo, si riduce la quota di segnalazioni considerate a basso o nullo rischio di riciclaggio, mentre aumenta la qualità complessiva delle informazioni raccolte. Tuttavia, il rapporto segnala anche alcune criticità: l’utilizzo sempre più diffuso di modelli automatici e sistemi digitali non è sempre adeguatamente controllato e può portare a segnalazioni incomplete, ripetute o non coerenti con i fatti reali.
Il ruolo delle istituzioni nel contrasto alle truffe
Per far fronte a questo scenario in continua evoluzione, la UIF ha avviato nuove iniziative di analisi e controllo. Nel biennio 2024-2025, le attività investigative hanno prodotto risultati significativi grazie alla collaborazione con le principali autorità di contrasto.
La Guardia di Finanza ha fornito circa 44.400 riscontri positivi alle segnalazioni ricevute, l’83,6% dei quali riferiti a operazioni con rischio medio-alto o alto. Anche la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ha contribuito con circa 8.700 riscontri di interesse, con una percentuale elevata di casi classificati nei livelli di rischio più gravi. Ancora più rilevanti sono i dati della Direzione Investigativa Antimafia: le segnalazioni di operazioni sospette hanno contribuito alla formulazione di oltre la metà delle misure di prevenzione e hanno inciso in modo significativo anche sui sequestri e sulle confische di beni illeciti, rappresentando rispettivamente il 70% e il 36% degli asset complessivamente sequestrati e confiscati.
Criptovalute e nuovi strumenti: il lato oscuro dell’innovazione
Uno degli aspetti più delicati evidenziati dalla UIF riguarda l’uso crescente delle criptovalute e degli strumenti finanziari digitali. Se da un lato queste tecnologie rappresentano un’innovazione importante per il sistema economico, dall’altro offrono nuove opportunità alla criminalità per rendere più difficili i controlli e le indagini. Le criptoattività, insieme a IBAN virtuali e carte digitali, consentono movimenti di denaro rapidi, spesso transfrontalieri e difficili da tracciare. A questo si aggiunge la diffusione di ATM non bancari, che contribuiscono ad aumentare l’opacità dei flussi finanziari.
Il quadro delineato dal rapporto UIF mostra un fenomeno in espansione, dove tecnologia e criminalità evolvono di pari passo. L’aumento delle segnalazioni non è solo un segnale negativo, ma anche la prova di un sistema di controllo più attivo e reattivo. Tuttavia, la velocità dell’innovazione rende sempre più complesso distinguere tra operazioni lecite e schemi fraudolenti. Come sottolineato da Enzo Serata, la sfida principale per il futuro sarà proprio questa: rafforzare gli strumenti di prevenzione e analisi per stare al passo con una criminalità sempre più digitale, veloce e sofisticata.