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Intelligenza artificiale: siamo solo all’inizio di una grande rivoluzione secondo Blackrock

L’intelligenza artificiale è destinata a cambiare il mondo nel prossimo decennio. Ci dobbiamo aspettare una grande trasformazione come quella avvenuta con l’introduzione dei pc e di internet. Ma in un tempo molto più ridotto e ad un ritmo molto più veloce, quasi esponenziale.
Entro 5 anni il mondo sarà molto diverso da quello di oggi. Alcuni dei lavori attuali saranno automatizzati, ci saranno in circolazione tantissime auto con la guida autonoma e anche robot umanoidi. Quello che consideravano un futuro lontano è in realtà molto vicino. Con questa premessa Tony Kim (nella foto), head of the Global Technology team per la divisione Fundamental Equities del BlackRock Portfolio Management Group, ha iniziato a descriverci il mondo del futuro e gli effetti per il mondo degli investimenti. Grandi cambiamenti e grandi opportunità anche per i mercati finanziari.

Kim, quale è lo stato attuale dell’IA e quali saranno le prossime fasi?
Sono quattro anni che parliamo di intelligenza artificiale ma per molti aspetti siamo ancora all’inizio. Credo che si debba parlare dell’evoluzione di questa tecnologia in più fasi. La prima, nella quale ci troviamo, è rappresentata dalla costruzione dell’infrastruttura di base. Può sembrare assurdo, ma non c’è ancora abbastanza capacità di calcolo: i chip necessari per far girare questi sistemi di IA devono essere ancora potenziati. Nonostante tutti gli investimenti finora effettuati, il deficit rimane notevole. Questa dinamica continuerà fino alla fine del decennio.
La seconda fase riguarda i modelli di IA che devono evolvere ulteriormente. I chip aiutano a costruire e addestrare il modello e poi a farlo funzionare. Oggi tutti stanno correndo verso quella che si può chiamare Agi, intelligenza artificiale generale: un’IA che sia più capace dell’umanità nel suo insieme. Oggi le IA sono molto capaci in domini ristretti, ma l’obiettivo è un sistema generale, superiore a tutta la conoscenza umana. La terza fase di questa rivoluzione è la diffusione e l’adozione di massa di questa tecnologia. Oggi c’è ancora un gap tra il modo in cui aziende e le persone la stanno utilizzando.
Molte persone si limitano a chattare con ‘ChatGPT’, ma questi modelli potrebbero fare lavori molto più complessi. Quindi c’è uno scarto tra ciò che è possibile e ciò che viene usato. E questo durerà anni, perché portare queste capacità in azienda è difficile.

Quale è il prossimo cambiamento tecnologico a cui gli investitori devono prestare attenzione?
C’è un grande tema di fondo: la spinta verso l’IA fisica. Non solo un cervello, un chatbot o un’App: si vuole prendere questa intelligenza e inserirla nel mondo reale, in robot, auto, aerei, droni, satelliti. Verso la fine di questo decennio inizieremo a vedere in commercio la robotica: robot in casa, in fabbrica, nelle imprese.
Infine, ci sarà una grande spinta anche verso lo spazio: con l’Ipo di SpaceX si inizierà a vedere un forte impulso a spostare i data center nello spazio per risolvere i problemi legati all’elevato consumo energetico. Ed entro la fine di questo decennio inizieremo anche a vedere arrivare i computer quantistici.

Quali sono oggi le migliori opportunità di investimento legate all’IA?
Sicuramente ancora chip, data center, cloud. È lì che oggi vedo la maggior parte delle opportunità di investimento, perché serviranno ulteriori miglioramenti tecnologici.
C’è la parte legata ai modelli di IA: gli stessi sforzi di miglioramento che vanno nell’hardware sono effettuati anche dalle aziende che costruiscono i modelli come OpenAI, Anthropic, Google e così via. Poi c’è ‘il resto del mondo’: servizi, applicazioni, software, soluzioni industriali, e i settori verticali che utilizzeranno l’IA come finanza, assicurazioni, sanità, servizi software…
È un bacino enorme e il mercato si sta rendendo conto che queste innovazioni tecnologiche possono trasformare radicalmente moltissimi settori.
Ora la domanda che si fanno in molti è: questa industria sarà in grado di sopravvivere? Adesso non stiamo ancora scegliendo nel paniere di chi verrà disintermediato e di chi no ma quando si vedrà più chiaramente la separazione tra vincitori e non, ci saranno nuove opportunità di investimento. Ma dobbiamo ragionare in termini “micro”: settore per settore.
In altre parole, sarà necessario entrare nel dettaglio di ogni azienda per capire chi ne beneficerà maggiormente.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di marzo 2026 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.