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Fineco: l’AI accende il nuovo ciclo di crescita, cosa prevede il piano al 2029

Fineco apre un nuovo capitolo della sua storia e lo fa mettendo l’intelligenza artificiale al centro del motore industriale. Il gruppo disegna al 2029 una traiettoria di espansione a doppia cifra “bassa” per raccolta e clienti, promettendo al tempo stesso più efficienza, maggiore produttività della rete e una struttura dei costi sempre più scalabile.

È quanto emerge dal piano industriale 2026-2029 approvato dal cda, che nasce dall’ambizione di consolidare il posizionamento competitivo in un contesto segnato dal passaggio generazionale della ricchezza e dalla trasformazione digitale dei servizi finanziari. Al netto della futura piattaforma paneuropea, le nuove iniziative – si legge in una nota – sono destinate a imprimere nel periodo 2025-2029 un’accelerazione “low double digit” al tasso annuo composto di crescita (Cagr) della raccolta netta e del numero complessivo di clienti, rispetto al +6% messo a segno nel quadriennio 2021-2025.

L’AI come leva industriale: consulenza, onboarding e produttività

Come anticipato, la tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale, rappresenta l’asse portante del piano. L’integrazione seguirà due direttrici: da un lato, l’evoluzione della piattaforma a supporto dei consulenti finanziari, con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio e sostenere la raccolta; dall’altro, la revisione profonda dei processi interni e delle procedure di onboarding, così da ridurre le frizioni per i nuovi clienti e comprimere i costi amministrativi.

Nel Banking – spiega la società in un comunicato stampa l’adozione dell’AI ha già potenziato le interazioni con i prospect, con un forte aumento dei contatti gestiti in larga parte senza impatto sul customer care. In arrivo anche una nuova App, completamente riprogettata, che integrerà funzionalità evolute e suggerimenti personalizzati basati sull’analisi dei dati.

Nell’Investing, la banca stima un aumento della produttività della rete tra il 25% e il 35% entro il 2029, grazie a strumenti capaci di ottimizzare la gestione dei portafogli e di individuare in modo proattivo opportunità commerciali. Il modello di consulenza evoluta – ormai adottato dalla quasi totalità dei professionisti della rete – resta un pilastro nella strategia di crescita delle masse gestite.

Sul fronte Brokerage, l’integrazione dell’AI nella piattaforma proprietaria punta a rafforzare il coinvolgimento degli investitori, favorendo la ricerca di strumenti, l’analisi delle notizie e la generazione di idee di investimento. L’espansione degli Etf, insieme allo sviluppo del securities lending e all’internalizzazione dei flussi, amplia le fonti commissionali e le leve di redditività.

Costi sotto controllo e piattaforma paneuropea

Sul versante dei costi, l’automazione dei processi – mette in conto la banca – dovrebbe accrescere la scalabilità del modello. L’incremento delle spese operative è atteso rallentare progressivamente, passando da circa +6% annuo nel 2026 a circa +4% nel 2029, escludendo le spese aggiuntive per i progetti di crescita, stimate in circa 10 milioni nel 2026 e in circa 5 milioni annui nel triennio successivo.
Capitolo a parte per la nuova piattaforma paneuropea, focalizzata soprattutto sul brokerage, il cui lancio è previsto tra fine anno e inizio 2027. Il progetto comporterà costi fissi per circa 5 milioni nel 2026 e tra 5 e 10 milioni per ciascuno degli anni successivi fino al 2029. Il ritorno sul capitale dell’iniziativa è stimato nel medio termine superiore a quello dell’attuale perimetro, grazie a un modello ancora più capital-light.

Solidità patrimoniale e politica dei dividendi

La gestione del capitale resta improntata alla prudenza. La banca intende mantenere adeguati livelli patrimoniali, con particolare attenzione al Leverage Ratio, sostenere l’espansione del business e garantire dividendi regolari con un payout compreso tra il 70% e l’80%. Eventuali eccedenze di capitale potranno essere restituite al mercato con modalità da valutare di volta in volta.

Dal debutto in Borsa nel 2014 al 2025, Fineco ha registrato una crescita costante dei principali indicatori: Cagr del 6% per i clienti, dell’11% per masse e ricavi e del 14% per l’utile netto, con un Roe al 25% nel 2025 e coefficienti patrimoniali ampiamente superiori ai requisiti regolamentari.

Guidance 2026: tutte le divisioni attese in crescita

Per il 2026 la banca prevede un contributo positivo alla crescita dei ricavi da parte di tutte le divisioni, escludendo il nuovo business europeo. Il margine finanziario è atteso in aumento grazie alla maggiore raccolta di depositi; l’Investing dovrebbe registrare una solida espansione della raccolta gestita; il Brokerage è visto su livelli robusti e in ulteriore crescita, con l’obiettivo di un nuovo anno record; le commissioni del Banking sono stimate stabili.

I costi operativi sono attesi in crescita di circa il 6% su base annua, senza includere circa 10 milioni di euro legati alle iniziative strategiche. Il cost/income dovrebbe restare ben al di sotto della soglia del 30%, mentre il costo del rischio è indicato in un intervallo tra 5 e 10 punti base.

Nel presentare il piano, l’amministratore delegato e direttore generale Alessandro Foti ha commentato:

“Oggi presentiamo al mercato un piano industriale che pone le basi strategiche per una nuova fase di ulteriore crescita e consolidamento per la nostra Banca, valorizzando i pilastri che hanno guidato la nostra evoluzione negli ultimi anni e che continueranno a rappresentare il fondamento del nostro sviluppo futuro.
Il modello fondato su efficienza, trasparenza e convenienza caratterizzerà il nostro percorso alimentando una crescita basata su trend strutturali solidi, destinati a rafforzare il nostro posizionamento competitivo negli anni a venire. Da un profondo cambiamento delle abitudini di investimento dei risparmiatori, da un massiccio passaggio di ricchezza, fino a una rivoluzione tecnologica rappresentata dall’intelligenza artificiale. La nostra ambizione è proseguire il percorso che ci vedrà sempre di più la Banca di riferimento per i risparmiatori di domani, consolidando un modello che vede la combinazione perfetta di tecnologia e fattore umano. In questa direzione continueremo a investire con determinazione per cogliere nuove opportunità che possano generare valore sostenibile per tutti i nostri stakeholder”.