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Gli analisti di Oxford Economics hanno rivisto al rialzo le previsioni sul Pil italiano e indica per il 2026 una crescita dello 0,8%, ritmo che verrebbe confermato anche nel 2027. La correzione riflette un contesto in cui i “rischi al ribasso sono inferiori rispetto a qualche anno fa”, grazie a “maggiore stabilità politica, consolidamento fiscale e bilanci più solidi”, si legge nell’analisi firmata da Nicola Nobile, Chief Economic Manager per l’Italia di Oxford Economics. Resta però invariata la valutazione di fondo: nel medio periodo l’economia italiana è destinata a espandersi “in linea con il suo potenziale”, che rimane contenuto.
Quarto trimestre meglio delle attese
Secondo le stime dell’istituto di analisi economica britannico, nel quarto trimestre del 2025 il Pil è cresciuto dello 0,3% congiunturale, un dato marginalmente superiore alle attese. “Non disponiamo ancora della composizione completa, ma è probabile che sia gli investimenti sia i consumi siano stati relativamente robusti”, osserva Nicola Nobile, aggiungendo che di contro, “il commercio netto è stato negativo nel trimestre”.
Venendo al 2026, l’analisi spiega che le indagini congiunturali segnalano un’economia ancora in espansione nei primi mesi dell’anno, ma con indicazioni non univoche. L’indice di fiducia delle imprese elaborato da Istat è salito grazie al recupero dei servizi, mentre gli indici Pmi hanno mostrato un profilo più moderato.
I dati quantitativi disponibili fino a dicembre indicano invece un trascinamento negativo sull’inizio del 2026, con produzione industriale e vendite al dettaglio in flessione mensile.
Inflazione sotto il 2% e sostegno ai redditi reali
Trend al rialzo per i prezzi: dopo l’1,5% registrato nel 2025 (e l’1% del 2024), l’inflazione è attesa in media all’1,7% nel 2026, per poi mantenersi su livelli analoghi anche nel 2027. La componente energetica dovrebbe beneficiare di un effetto base favorevole, mentre l’indice core è visto “stabilizzarsi appena al di sotto del 2%”.
“Questo livello di inflazione contenuto, a fronte di un aumento del reddito nominale di circa il 3,5%, suggerisce un incremento del reddito reale”, sottolinea Nobile, elemento che dovrebbe sostenere i consumi privati, attesi in crescita di circa l’1% sia quest’anno sia nel 2027.
I consumi restano “il principale motore delle nostre previsioni”, pur in un contesto di graduale raffreddamento del mercato del lavoro e con un’incognita legata all’andamento del tasso di risparmio.
Investimenti tra normalizzazione edilizia e fondi Ue
Dopo il boom legato agli incentivi per le costruzioni, gli investimenti residenziali sono destinati a ridimensionarsi. Diversa la dinamica per quelli non residenziali, che hanno mostrato “una performance migliore delle attese” negli ultimi trimestri e dovrebbero mantenere un passo più solido.
Resta centrale l’attuazione del programma Next Generation EU: a fine 2025 l’Italia aveva speso circa il 50% delle risorse assegnate, con margini per completare alcuni interventi oltre il 2026, subordinatamente al raggiungimento dei target concordati.
Export sotto pressione e nodo debito
La situazione italiana si inserisce in uno scenario internazionale che rimane sfidante, fa notare l’analisi. Le esportazioni italiane ed europee si trovano “nel fuoco incrociato dei dazi statunitensi e della concorrenza cinese”. A partire dal 2028, le vendite di beni all’estero potrebbero risultare inferiori di circa il 3% rispetto alle stime formulate un anno fa.
Sul fronte finanziario, i mercati “sembrano fidarsi dell’impegno del Governo per il consolidamento fiscale”: lo spread tra Btp e Bund decennali è sceso ai minimi pluriennali e la stima del differenziale strutturale di lungo periodo viene rivista a 120 punti base.
Resta però elevato il debito pubblico, che secondo le proiezioni rimarrà sopra il 135% del Pil fino alla fine del decennio, anche per l’impatto degli incentivi edilizi. Inoltre, i dati più recenti indicano che il deficit 2025 potrebbe essere risultato “marginalmente peggiore rispetto alle attese di qualche mese fa”, collocandosi poco sopra il 3% del Pil.