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Al centro del nuovo piano industriale 2026-2029 di Intesa Sanpaolo c’è l’ulteriore sviluppo del wealth management grazie al reclutamento di nuovi consulenti finanziari e alla crescita nella vendita di prodotti finanziari e assicurativi. Tutto questo dovrebbe portare l’incidenza delle commissioni nette e del risultato dell’attività assicurativa sui proventi operativi netti del gruppo milnese al 44% nel 2029 dal 43% del 2025.
Advisory, l’espansione delle reti
Il rafforzamento delle capacità di consulenza è uno degli assi portanti del piano industriale della principale banca italiana. Sul fronte risorse umane, il gruppo prevede 3.700 nuove assunzioni nel wealth management & protection, portando i consulenti finanziari da 18.550 a 22.250 professionisti.
In particolare è previsto il potenziamento della rete dei Global Advisor a circa 4.200 professionisti nel 2029 (da circa 1.850 nel 2025), diventando la terza rete di consulenza finanziaria in Italia (con Fideuram al primo posto), e l’apertura di circa 200 uffici in aree ad alto potenziale non servite da filiali Exclusive, per sviluppare il pieno potenziale della clientela Exclusive e generare oltre 300 milioni di euro di ricavi addizionali entro il 2029.
Nella Divisione International Banks nascerà una rete “Fideuram-style” di circa 1.200 consulenti, con il 30% proveniente da riconversioni interne, per accelerare la crescita del business internazionale. Nel corso della presentazione del piano, il ceo Carlo Messina (nella foto) ha inoltre evidenziato che, nell’arco del business plan, il gruppo non esclude possibili acquisizioni di reti di consulenti finanziari in Europa con un’attenzione particolare ai mercati di Germania, Francia e Spagna.
Commissioni nette in crescita
Le performance previste sono positive: i proventi operativi netti raggiungeranno 30,7 miliardi di euro nel 2029 (+3% CAGR da 27,3 miliardi nel 2025), mentre le commissioni nette saliranno a 11,6 miliardi (+3,8% Cagr). La componente commissioni e risultato assicurativo peserà per il 44% sui proventi operativi, in crescita rispetto al 43% attuale.
Le attività finanziarie della clientela arriveranno a 1.700 miliardi (+3,2% Cagr da 1.500 miliardi), con quelle investite in prodotti del risparmio gestito a 663 miliardi (+4,2% Cagr, inclusi asset di terzi).
Private Banking
Dettagli sono emersi per divisione di Private Banking, che vedrà 7.500 consulenti (+7%), risparmio gestito a 298 miliardi (+4,6% Cagr ) e attività finanziarie a 511 miliardi. Eurizon, asset manager del gruppo, gestirà 578 miliardi (+4% Cagr ), di cui 17 miliardi internazionali (+13% Cagr ). La Divisione International Banks registrerà 122 miliardi di attività (+6% Cagr ) e commissioni a 1 miliardo (+9% Cagr ).
Il piano prevede un’allocazione del capitale prioritaria a iniziative di crescita esterna con ritorno elevato, focalizzate sul Wealth Management, e buyback o distribuzioni agli azionisti se il Common Equity Tier 1 ratio (CET1, indice di solidità patrimoniale) resterà superiore al 12,5%. Il gruppo punta a 2,5 milioni di nuovi clienti, principalmente grazie a Isybank e International Banks, supportato dalla piattaforma digitale scalabile Isytech (100% cloud entro 2029) e dalla partnership con BlackRock (Aladdin).
Tra le altre cose la banca milanese ha presentato IsyWealth Europe, iniziativa per espandere l’offerta di servizi finanziari a clienti Mass, Affluent, Private e Corporate in Europa. La strategia combina consulenza finanziaria e piattaforme digitali, con hub integrati in Francia, Germania e Spagna e canali digitali come Isybank e Fideuram Direct.