Tegola in arrivo per i cittadini newyorkesi ad alto reddito. Il nuovo sindaco della Grande Mela, Zohran Mamdani, ha annunciato che la città dovrà chiedere un maggiore contributo fiscale ai cittadini più ricchi per affrontare il colossale deficit di bilancio di 12 miliardi di dollari lasciatogli dai suoi predecessori.
L’esortazione del sindaco arriva in un momento in cui le finanze della metropoli appaiono particolarmente fragili e richiedono interventi immediati e strutturali. Intervistato da Andrew Ross Sorkin di CNBC, Mamdani ha sottolineato la necessità di un approccio trasparente.
“La nostra amministrazione sarà chiara con i newyorkesi riguardo ai problemi di bilancio che per troppo tempo sono stati nascosti loro,” ha dichiarato. Parole che evidenziano un cambio di passo rispetto alle pratiche dei precedenti governi, caratterizzate secondo il nuovo sindaco da “grossa cattiva gestione fiscale”.
New York in rosso: la proposta del sindaco Mamdani
Il quadro finanziario della città, infatti, è allarmante. Secondo quanto riportato all’inizio di questo mese dal controllore di New York, Mark Levine, il deficit previsto per i prossimi due anni fiscali ammonta a 12,6 miliardi di dollari. Questo include un buco di 2,2 miliardi nel budget di quasi 116 miliardi per l’anno fiscale 2026, e un gap di 10,4 miliardi per l’anno successivo.
“Siamo di fronte a una crisi su scala maggiore rispetto a quella vissuta durante la Grande Recessione,” ha sottolineato Mamdani, riferendosi agli anni difficili post-2008. Il sindaco ha attribuito la situazione a una gestione finanziaria negligente, puntando il dito contro l’ex sindaco Eric Adams e l’ex governatore Andrew Cuomo.
Zohran Mamdani, 34 anni, ex membro dell’assemblea statale e autodefinitosi socialista democratico, aveva costruito la sua campagna elettorale proprio sulla promessa di aumentare le tasse sui cittadini più ricchi. Tra le misure proposte, spicca l’innalzamento dell’aliquota dell’imposta sulle società al 11,5%, equiparandola a quella del vicino New Jersey, e l’introduzione di una tassa fissa del 2% sui newyorkesi con redditi superiori al milione di dollari l’anno.
La rapida ascesa politica di Mamdani, culminata con la vittoria a sorpresa su Cuomo, ha suscitato preoccupazione tra una parte dell’élite economica della città. Alcuni imprenditori temono che la sua politica di redistribuzione del reddito possa minare la posizione di New York come capitale finanziaria del paese. Tuttavia, il sindaco ha respinto queste critiche, definendo la paura di un esodo di capitali come un “ritornello ricorrente ogni volta che si parla di aumentare le tasse sui più ricchi”.
Mamdani ha ricordato come il numero di milionari nella città sia cresciuto anche dopo l’aumento delle tasse sui più facoltosi avvenuto nel 2021, sottolineando che l’obiettivo delle nuove entrate fiscali non è solo di colmare il deficit, ma di migliorare la qualità dei servizi pubblici. “Siamo attualmente in uno dei periodi più freddi nella storia della città. Uno dei motivi per cui New York potrebbe cominciare a rimettersi in piedi è avere un dipartimento di sanità pubblica ben fornito e con migliaia di operatori. Questo è possibile solo investendo nei servizi pubblici,” ha spiegato Mamdani, evidenziando la stretta connessione tra risorse fiscali e benessere della comunità.