Le performance degli indici azionari sono sempre più dipendenti da un numero ristretto di titoli e i debiti pubblici dei Paesi industrializzati sono sempre più elevati. Si tratta di due fattori estremi con i quali gli investitori italiani si devono confrontare e che richiede un nuovo approccio per costruire portafogli resistenti ad eventuali shock inflazionistici e alla maggiore volatilità dei mercati. Per capire come districarsi sui mercati nel nuovo anno abbiamo incontrato Stefania Paolo, Country Head Italia di Bny -Investments, una delle poche donne nel nostro Paese ai vertici di grandi istituzioni finanziarie.
Come dovrebbe essere composto un portafoglio ideale per il 2026?
Riteniamo che sia necessario andare oltre i tradizionali portafogli bilanciati composti da azioni e obbligazioni per far fronte a possibili rischi di shock inflazionistici e listini sempre più volatili. Per questi motivi un portafoglio ideale dovrebbe essere composto per il 50% da azioni globali, per il 25% da oro, per il 15% da asset reali come real estate e materie prime e per il restante 10% da obbligazioni denominate in valute forti.
Come mai questo forte peso dell’oro?
I nostri economisti ritengono che siamo entrati in un contesto economico chiamato di ‘fiscal dominance’ che si verifica quando la politica monetaria di una o più banche centrali è costretta a piegarsi alle esigenze finanziarie del governo, specialmente in caso di debito pubblico e deficit elevati. In questo contesto la banca centrale deve cercare di mantenere i tassi di interesse bassi per garantire la solvibilità del governo, mettendo però a rischio la stabilità dei prezzi e potenzialmente creare spirali inflazionistiche che possono penalizzare i mercati.
Gli shock inflattivi sono quindi una delle variabili di cui dovremo tenere più conto nei prossimi anni, non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa. Per questo motivo per il 2026 abbiamo alzato il peso dell’oro dal 10 al 25%. Si tratta di un asset in grado di fornire stabilità al portafoglio complessivo.
E quindi nel mercato azionario e obbligazionario quali sono i titoli da privilegiare?
Nel mondo azionario pensiamo che sia arrivato il momento di diversificare dai titoli growth americani che hanno sostenuto la corsa dei listini negli ultimi anni ma che hanno contribuito ad aumentare la volatilità a seguito della forte concentrazione degli indici nelle “Magnifiche 7“ (Alphabet, Apple, Amazon, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla, ndr). In questo momento riteniamo che ci sia del valore nei titoli che offrono elevati dividendi e in quelli value a livello globale. Per quanto riguarda la componente obbligazionaria preferiamo i corporate bond ai titoli di Stato, privilegiando i titoli investment grade e high yield di qualità con duration brevi. A livello geografico il nostro interesse va ai bond dei Paesi emergenti emessi in valute forti che offrono rendimenti più elevati rispetto a quelli dei Paesi industrializzati e potranno beneficiare anche di una eventuale svalutazione del dollaro.
Nel complesso riteniamo che questi titoli possano offrire opportunità interessanti per raggiungere gli obiettivi di investimento con minore volatilità e un maggiore potenziale di reddito derivante dal flusso cedolare dei titoli in portafoglio.
Andiamo oltre i mercati. Cosa state mettendo a disposizione dei consulenti e private banker italiani?
Supportiamo i professionisti della consulenza in diversi modi sia sul fronte della formazione sia attraverso piattaforme software per comporre e monitorare i portafogli dei clienti. Anche nel corso dei prossimi mesi organizzeremo dei roadshow sul territorio nei quali faremo molta formazione ai consulenti per far comprendere il nuovo contesto di riferimento. Poi mettiamo a disposizione la nostra piattaforma di asset allocation PinPoint attraverso la quale è possibile ottimizzare i portafogli di investimento, soprattutto per tenere sotto controllo la volatilità complessiva di tutti gli asset. Si tratta di un tool molto apprezzato dai professionisti che lo hanno già utilizzato. Voglio ricordare infine che tra le soluzioni più apprezzate dai banker ci sono sempre i nostri fondi multiasset che consentono un’esposizione graduale sulle diverse asset class secondo le migliori convinzioni dei nostri gestori.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di gennaio 2026 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.