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FED: nella corsa alla successione di Powell, ora il favorito è Rick Rieder (BlackRock)

La partita per la successione di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve è entrata nella fase decisiva. Mentre Donald Trump, pochi giorni fa, ha prenso le distanze dall’ipotesi di affidare la guida della Federal Reserve a Kevin Hassett, suo principale consigliere economico e per mesi indicato come favorito, spunta un altro potenziale candidato, finora considerato marginale, che si è imposto nelle previsioni dei mercati.

Si tratta di Rick Rieder, senior managing director di BlackRock e chief investment officer del reddito fisso globale. Secondo il sito di previsioni Polymarket, rilanciato anche dalla stampa finanziaria internazionale, le probabilità di una sua nomina sono salite in pochi giorni dal 6% a quasi il 50%, collocandolo in testa alle valutazioni degli scommettitori.

Il profilo di Rieder

La Casa Bianca mantiene il riserbo, liquidando le indiscrezioni come “speculazioni”. Tuttavia, l’improvvisa impennata delle scommesse su Rieder riflette non solo le indiscrezioni politiche, ma anche i segnali arrivati dal Dipartimento del Tesoro, che nelle ultime settimane ha intensificato i contatti con grandi investitori obbligazionari. Un passaggio esplorativo che, pur rientrando nella prassi, avrebbe assunto toni più mirati proprio sul profilo del manager di BlackRock. L’obiettivo è chiaro: evitare scelte che possano destabilizzare i mercati o alimentare dubbi sull’autonomia della Fed.

Rieder è uno dei principali responsabili degli investimenti obbligazionari a livello globale. In qualità di Chief Investment Officer del reddito fisso di BlackRock, supervisiona strategie per circa 2.400 miliardi di dollari. È entrato nel gruppo nel 2009, dopo la vendita della sua R3 Capital Partners, e in precedenza ha trascorso circa vent’anni in Lehman Brothers. Un percorso interamente maturato nei mercati, senza esperienze dirette alla guida di istituzioni pubbliche.

Nonostante donazioni passate anche a esponenti democratici, elemento che inizialmente lo rendeva un outsider, Rieder viene oggi visto da una parte di Wall Street come una garanzia di continuità istituzionale. “Non è un ideologo, ma un pragmatico”, sintetizza un grande investitore americano, convinto che la sua eventuale presidenza tutelerebbe l’indipendenza della Fed pur dialogando con l’amministrazione.

Sull’altro fronte, il raffreddamento su Hassett è legato anche alle preoccupazioni, emerse sia tra gli investitori sia in Congresso, sul tema dell’indipendenza della banca centrale. Alcuni senatori repubblicani hanno espresso riserve sull’eventualità che un presidente della Fed troppo vicino alla Casa Bianca possa subire pressioni sulle decisioni di politica monetaria. La commissione bancaria del Senato, dove la maggioranza è risicata, avrà un ruolo centrale nel processo di conferma.

La visione sui tassi e sull’economia

Sul fronte monetario, Rieder ha più volte sottolineato come i livelli attuali dei tassi continuino a pesare sul mercato immobiliare, sulle piccole imprese e sulle famiglie più giovani. A suo giudizio, l’inflazione non rappresenta più il principale rischio macroeconomico, mentre maggiore attenzione dovrebbe essere rivolta ai segnali di rallentamento del mercato del lavoro. Una posizione che converge in parte con le pressioni dell’amministrazione per una politica più accomodante.