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Calcio europeo sempre più ricco: l’Italia fuori dalla top 10

Il calcio europeo continua a registrare numeri record, dimostrando come il modello di business dei club si stia evolvendo in modo sempre più sofisticato. La 29esima edizione della Football Money League, pubblicata dal Deloitte Sports Business Group, mette in luce un dato storico: per la prima volta, i 20 club più ricchi del mondo hanno superato complessivamente i 12 miliardi di euro di ricavi, segnando un incremento dell’11% rispetto alla stagione precedente.

“In generale, i club sono sempre più protagonisti nella gestione delle proprie fonti di ricavo”, spiega Tim Bridge, lead partner del Deloitte Sports Business Group. “La valorizzazione del brand e degli asset legati allo stadio permette di cogliere opportunità che vanno ben oltre la tradizionale esperienza del giorno partita. Stiamo assistendo a una trasformazione profonda del calcio, in cui gli impianti sportivi diventano veri e propri hub di intrattenimento”.

Calcio: i giganti europei e la leadership del Real Madrid

A dominare la classifica è il Real Madrid, che mantiene la leadership avvicinandosi a quota 1,2 miliardi di euro di ricavi, confermando il suo ruolo di club più ricco al mondo. Alle sue spalle si posizionano il Barcellona con 975 milioni, il Bayern Monaco a 861 milioni, il Paris Saint-Germain con 837 milioni e il Liverpool a 836 milioni.

Il resto della top 10 è quasi interamente occupato da club inglesi: Manchester City, in calo leggero a 829 milioni, l’Arsenal a 822 milioni, il Manchester United a 793 milioni, il Tottenham a 673 milioni e il Chelsea a 584 milioni. La supremazia dei club britannici dimostra quanto il campionato inglese, grazie a contratti televisivi e strategie commerciali aggressive, continui a rappresentare un punto di riferimento economico per il calcio mondiale.

Le squadre italiane tra miglioramento e gap da colmare

Le squadre italiane, pur migliorando i loro numeri, restano fuori dalla top 10. La prima in classifica della Serie A è l’Inter, undicesima con 538 milioni di euro di ricavi, in crescita rispetto al quattordicesimo posto del 2025. Seguono Milan, quindicesimo con 410 milioni, e Juventus, sedicesima con 402 milioni.

“I club italiani stanno lavorando per modernizzare i propri modelli di business e migliorare le entrate commerciali, ma il gap con i top club europei rimane significativo”, commenta Bridge. Tra le cause principali, la gestione meno aggressiva dei diritti televisivi e delle sponsorizzazioni e un utilizzo ancora limitato degli stadi nei giorni non di partita.

Ricavi commerciali, stadio e diritti tv: le tre voci principali

Secondo Deloitte, i ricavi commerciali rimangono la voce più importante, con 5,3 miliardi di euro complessivi, pari al 43% dei ricavi totali. Per i club della top 10, questa percentuale sfiora il 50%, mentre per quelli classificati dall’undicesimo al ventesimo posto si attesta intorno al 32%.

I ricavi da stadio (matchday) sono cresciuti del 16%, raggiungendo 2,4 miliardi di euro, pari al 19% del totale. A sostenere questo incremento hanno contribuito il miglioramento dell’esperienza allo stadio, l’introduzione di nuove modalità di monetizzazione come le Personal Seat Licenses e una gestione più efficace degli spazi commerciali interni.

Anche i diritti televisivi sono in crescita, con un aumento del 10% e un peso complessivo pari al 38% dei ricavi. L’incremento è stato favorito dalla Fifa Club World Cup, che ha visto partecipare dieci club della Money League, e dall’espansione delle tre principali competizioni Uefa per club maschili.