Società

Consob verso il cambio al vertice: Federico Freni in pole per la presidenza

La partita per il rinnovo della presidenza della Consob sembra ormai avviata alla conclusione. Secondo le indiscrezioni che circolano negli ambienti governativi, il nome destinato a raccogliere il testimone di Paolo Savona è quello di Federico Freni, attuale sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze. La designazione ufficiale potrebbe arrivare già nei prossimi giorni in Consiglio dei Ministri, aprendo formalmente la procedura di successione alla guida dell’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari.

Se confermata, la nomina segnerebbe una svolta significativa, non solo per il profilo del candidato, ma anche per un evidente cambio generazionale: Freni, nato nel 1980, diventerebbe infatti il presidente più giovane nella storia della Consob, succedendo a Savona, che lascerà l’incarico al termine del suo mandato settennale nel marzo 2026.

Chi sarà il nuovo presidente della Consob: una scelta politica condivisa

La convergenza sul nome di Federico Freni sarebbe il risultato di un’intesa maturata all’interno dell’esecutivo, con il coinvolgimento diretto di Palazzo Chigi, del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e del vicepremier Matteo Salvini. Proprio Salvini aveva evocato nei giorni scorsi la possibilità di affidare la presidenza della Consob all’attuale sottosegretario, figura considerata affidabile e già profondamente inserita nei meccanismi di regolazione e vigilanza del sistema finanziario.

La scelta garantirebbe inoltre una continuità politica: anche Paolo Savona, nominato nel 2019, era stato indicato dalla Lega. Con Freni, l’Authority dei mercati resterebbe quindi nell’area di influenza del Carroccio, rafforzando la presenza del partito in snodi strategici dello Stato, insieme ad altre istituzioni chiave come l’Inps.

Chi è Federico Freni: profilo e carriera

Romano, classe 1980, Federico Freni è laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma. Accanto al percorso politico, ha costruito un solido profilo accademico: è stato professore a contratto di Diritto amministrativo e processuale presso la Luiss Guido Carli e, dal 2019, professore straordinario di Diritto amministrativo all’Università Pegaso. È inoltre componente del comitato di redazione della rivista giuridica telematica “Giustamn”.

Il suo ingresso nella politica di governo avviene nel 2021, durante l’esecutivo guidato da Mario Draghi, quando viene nominato sottosegretario al MEF in sostituzione di Claudio Durigon. Un ruolo che gli consente di occuparsi direttamente di conti pubblici, mercati finanziari e vigilanza, competenze che negli anni successivi si rafforzeranno ulteriormente.

Dopo le elezioni del 2022, Freni viene eletto deputato nelle fila della Lega e confermato nel ruolo di sottosegretario all’Economia. Nel corso dell’attuale legislatura ha partecipato attivamente anche ai lavori di riforma e aggiornamento del Testo Unico della Finanza, un elemento che rafforza il suo profilo tecnico in vista di un possibile incarico alla Consob.

Il percorso verso la nomina

L’iter istituzionale prevede ora alcuni passaggi obbligati. Dopo la designazione in Consiglio dei Ministri, Freni dovrà affrontare le audizioni parlamentari, passaggio necessario prima della firma del decreto di nomina da parte del Presidente della Repubblica. Una volta insediato, il nuovo presidente resterà in carica per sette anni, come previsto dalla normativa.

Prima di assumere l’incarico, Freni dovrà inoltre dimettersi sia dal governo sia dal Parlamento, in linea con l’incompatibilità tra ruoli politici e vertici di un’Authority indipendente. Proprio questo aspetto ha già acceso il dibattito politico, con le opposizioni pronte a criticare l’opportunità di affidare la guida di un organismo di vigilanza a una figura proveniente direttamente dall’esecutivo.

Le sfide per il nuovo presidente Consob

Chiunque guiderà la Consob nei prossimi anni dovrà confrontarsi con un contesto complesso: mercati sempre più digitalizzati, crescita degli strumenti finanziari innovativi, tutela degli investitori retail e vigilanza su un sistema in rapida evoluzione. La presidenza Freni, se confermata, si troverà quindi a operare in una fase delicata, in cui equilibrio tra indipendenza dell’Authority e dialogo con le istituzioni sarà cruciale.

Il possibile arrivo di Federico Freni alla guida della Consob rappresenta dunque non solo un cambio di nome, ma anche un segnale di rinnovamento generazionale e politico per una delle istituzioni centrali del sistema finanziario italiano. Sarà ora il Consiglio dei Ministri a formalizzare una scelta che potrebbe segnare una nuova fase per l’Autorità dei mercati.