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Il 2026 si apre all’insegna della prudenza e della necessità di strategie difensive sui mercati finanziari, secondo quanto emerge dall’Outlook 2026 di MFS Investment Management. Gli esperti del Market Insights Team individuano cinque “temi chiave” destinati a influenzare il quadro macroeconomico e le condizioni di mercato nell’anno in corso.
Stimoli globali: tra Fed e bazooka fiscale tedesco
Nella prima parte dell’anno la Federal Reserve proseguirà nel percorso di taglio dei tassi, mentre il pacchetto di misure fiscali agirà da stimolo per l’economia americana. Tuttavia, secondo MFS IM, Outlook 2026, le prospettive fiscali potrebbero diventare più incerte nella seconda metà dell’anno a causa dei rischi legati ai dazi.
In Europa, invece, la politica fiscale sostituirà la BCE come principale leva di crescita, sostenuta dal cosiddetto “bazooka fiscale” della Germania. In Asia, la Cina adotterà misure fiscali e monetarie per contrastare i rischi di deflazione, mentre il Giappone prevede un irrigidimento della politica monetaria
Rischi geopolitici e nuovi equilibri globali
L’intelligenza artificiale è vista come un driver di crescita strutturale. Le valutazioni attuali, secondo gli esperti, non destano preoccupazioni: l’IA promette di aumentare la produttività e stimolare l’innovazione.
Resta però la necessità di un importante lavoro preliminare per l’adozione delle soluzioni IA-based, e alcune modalità di finanziamento dei produttori di chip e hyperscaler richiedono attenzione.
Il premio sull’IA: opportunità e cautele
L’adozione dell’intelligenza artificiale rappresenta una leva di crescita importante. Per MFS IM, le valutazioni attuali non destano preoccupazione: l’IA può stimolare la produttività e la redditività attraverso innovazioni strutturali. Restano però alcuni punti critici, come le stime di adozione talvolta ottimistiche e le forme di finanziamento adottate da produttori di chip e hyperscaler, che richiederanno attenzione.
Diversificazione globale: la protezione come opportunità
Il 2025 ha evidenziato come le azioni internazionali possano sovraperformare quelle statunitensi, grazie alla volatilità del mercato Usa e al deprezzamento del dollaro. La diversificazione dei portafogli a livello globale, anche nell’obbligazionario, diventa -a detta degli esperti – non solo una strategia difensiva, ma un’opportunità concreta di rendimento, con Fed e BCE non perfettamente sincronizzate e un euro in ripresa.
Credito societario: fondamentali in ripresa
Uno sguardo infine ai fondamentali del credito societario, che appaiono destinati a migliorare nel 2026. Il mercato ricorda quello della metà degli anni ’90, – spiegano gli esperti – quando un aggiustamento di metà ciclo della Fed rafforzò i fondamentali e permise agli spread delle obbligazioni societarie di restare compressi a lungo. Una dinamica – concludono – simile potrebbe ripetersi, sostenendo le valutazioni già elevate del segmento.