Economia

Paradosso Usa: Pil e Borsa robusti, ma nove famiglie su dieci tagliano spese. Debito ai massimi storici

L’economia statunitense continua a mostrare indicatori macro robusti: la crescita resta sostenuta (+4,3% nel terzo trimestre), Wall Street aggiorna nuovi record con il Dow Jones proiettato verso quota 50.000 punti e l’intelligenza artificiale alimenta aspettative di un nuovo ciclo di produttività. Un quadro che, in superficie, sembra confermare la solidità del modello americano. Ma sotto la linea dei grandi numeri, la realtà che emerge dai bilanci delle famiglie racconta una storia diversa.

Nove famiglie su dieci tagliano le spese

Il quadro delle finanze delle famiglie statunitensi appare sempre più fragile. Secondo il 2026 Cost-of-Living Crunch Report di Resume Now, basato su un sondaggio nazionale condotto su 1.011 lavoratori occupati, il 92% degli americani con un impiego ha ridotto le spese per far fronte all’aumento dei costi. Si tratta di un dato particolarmente significativo perché riguarda esclusivamente chi percepisce un reddito da lavoro.

Solo il 17% degli intervistati dichiara di sentirsi finanziariamente sufficientemente solido da riuscire a coprire le spese essenziali e, allo stesso tempo, accantonare risparmi. Quasi due terzi degli occupati indicano proprio i beni e i servizi di prima necessità – alimentari, utenze, abitazione e sanità – come la principale fonte di pressione sui bilanci familiari.

Un’ulteriore conferma arriva da un sondaggio Marist condotto su oltre 1.400 adulti: il 70% degli americani considera il costo della vita nella propria area “poco accessibile” o “per nulla accessibile” per una famiglia media. Una percezione che attraversa fasce di reddito e territori.

Fondi di emergenza sempre più ridotti

La limitata capacità di assorbire imprevisti è un altro elemento chiave. Sempre secondo Resume Now, il 60% degli occupati afferma di poter coprire al massimo tre mesi di spese in caso di perdita del lavoro. Un dato che evidenzia l’esiguità dei fondi di emergenza e l’elevata esposizione a rischi come licenziamenti, malattie o cali di reddito.

Il deterioramento delle condizioni finanziarie si riflette anche sul sentiment dei consumatori. Nel corso del 2025, l’indice di fiducia è diminuito in modo marcato tra i nuclei a reddito basso e medio, con cali prossimi al 30%, mentre anche il terzo più ricco della popolazione ha registrato una flessione superiore al 32%. Secondo i principali sondaggi, tra il 46% e il 65% delle famiglie attribuisce l’indebolimento della propria situazione economica all’aumento dei prezzi.

Debito delle famiglie ai massimi storici

In questo contesto, il ricorso al credito è aumentato sensibilmente. I dati della Federal Reserve Bank of New York indicano che il debito complessivo delle famiglie statunitensi – che include mutui, prestiti auto, carte di credito e prestiti studenteschi – ha raggiunto un nuovo record storico di 18.590 miliardi di dollari, in crescita di 197 miliardi in un solo trimestre.

Il dato segnala come, per molte famiglie, il mantenimento dei livelli di consumo passi sempre più attraverso l’indebitamento, in assenza di una crescita dei redditi capace di compensare l’incremento dei prezzi.

Va inoltre considerato che queste rilevazioni riguardano esclusivamente gli occupati. Oltre 100 milioni di adulti statunitensi risultano al di fuori del mercato del lavoro e sono classificati come “non nella forza lavoro”, un elemento che amplia ulteriormente la portata delle fragilità economiche.