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Il settore bancario italiano torna sotto i riflettori degli analisti internazionali. In un recente report dedicato al comparto bancario di Italia e Spagna, Bank of America ha aggiornato valutazioni e target price di diversi istituti, offrendo una lettura articolata di un settore che, dopo la grande crisi finanziaria globale, ha cambiato profondamente volto. Il messaggio di fondo è chiaro: le banche tradizionali operano oggi in un contesto molto più competitivo, tecnologico e dinamico rispetto al passato, ma non mancano le opportunità per chi saprà adattarsi.
BofA: banche UE tra la sfida fintech e il nuovo contesto competitivo
Secondo BofA, il sistema bancario europeo si trova di fronte a una sfida ormai concreta e non più teorica. L’ingresso di nuove realtà fintech ha ridisegnato le abitudini dei clienti e aumentato la pressione sui modelli di business tradizionali. Un esempio emblematico è Revolut, che continua a crescere a ritmi sostenuti: ogni minuto, quattro nuovi clienti italiani e quattro spagnoli aprono un conto sulla piattaforma digitale, portando il totale oltre i quattro milioni di utenti in ciascun mercato.
A questo si aggiunge l’evoluzione dei sistemi di pagamento. Le stablecoin, ovvero monete digitali ancorate a valute tradizionali e basate su tecnologia blockchain, vengono considerate dagli analisti una reale alternativa globale ai circuiti di pagamento tradizionali. Un cambiamento che obbliga le banche a ripensare investimenti, infrastrutture e strategie di lungo periodo.
Costi, tecnologia e scalabilità: il bivio delle banche
In questo scenario, secondo Bank of America, gli istituti si trovano davanti a un vero dilemma strategico: continuare a spingere sul controllo dei costi oppure aumentare gli investimenti in tecnologia e innovazione. La variabile chiave diventa la scalabilità. Le banche che riusciranno a crescere senza un aumento proporzionale dei costi operativi saranno quelle meglio posizionate per difendere la redditività nei prossimi anni.
Il tema del consolidamento resta centrale. Nel report viene sottolineato come non esista una formula universale per il successo delle operazioni di fusione e acquisizione. Tuttavia, una strategia attendista, basata su partecipazioni che consentono il consolidamento del patrimonio netto, può rivelarsi efficace.
UniCredit e Mps al centro delle opportunità di consolidamento
Se accompagnata da una crescita organica solida, questa impostazione può tradursi in un significativo miglioramento dell’utile per azione. In questo contesto, UniCredit viene indicata come uno dei casi più interessanti: la banca è sulla buona strada per raggiungere circa 12 miliardi di euro di utili entro il 2027, un livello superiore di circa il 6% rispetto alle attese del consensus.
Tra i nomi che attirano maggiormente l’attenzione di Bank of America c’è anche Monte dei Paschi di Siena. La “nuova” MPS viene descritta come un franchising bancario interessante, grazie a una base di depositi ampia e in larga parte stabile. Dal punto di vista patrimoniale, la banca presenta un capitale in eccesso rispetto ai requisiti minimi, una condizione che, secondo gli analisti, non è pienamente riflessa nelle valutazioni di mercato.
Rating e target price: le preferenze di Bank of America
Venendo ai giudizi sui titoli, Bank of America conferma un rating buy su UniCredit (con tp rivisto a 85 euro dal precedente a 80), Monte dei Paschi (tp a 11,5 euro da 11) e BFF Bank (tp a 13,5 euro da 14,4). Rimane invece una valutazione neutral su Intesa Sanpaolo (tp a 6,50 euro da 6) e Banco BPM, con target price rivisti al rialzo a 13,5 euro da 13 euro mentre viene confermato il giudizio underperform su Poste Italiane, nonostante l’aggiornamento positivo del prezzo obiettivo a 20,50 euro dal precedente 18,50.