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Berkshire Hathaway: dopo Buffett, al via l’era Abel: stipendio record e nuove sfide per la holding Usa

Il passaggio di testimone ai vertici di Berkshire Hathaway non è soltanto simbolico. Con l’arrivo formale di Greg Abel alla guida della holding, dallo scorso primo gennaio, che prende il posto di Warren Buffett, cambia anche la struttura retributiva del gruppo. Un filing depositato presso la Securities and Exchange Commission statunitense ha reso noto che il nuovo Chief Executive Officer percepirà un salario cash di 25 milioni di dollari l’anno. Una cifra che rappresenta un netto rialzo rispetto ai 21 milioni di dollari incassati nel 2024.

La discontinuità rispetto allo stile Buffett

Il confronto con Buffett appare inevitabile. L’“Oracolo di Omaha”, oggi presidente del gruppo, ha mantenuto per oltre quattro decenni uno stipendio simbolico di 100mila dollari annui, accompagnato nel 2024 da 305.111 dollari di altre voci retributive. Una scelta coerente con la sua filosofia di totale allineamento agli azionisti e che fa da contrappunto a un patrimonio personale stimato in circa 150 miliardi di dollari, frutto soprattutto della partecipazione azionaria in Berkshire Hathaway.

Storicamente è stato lo stesso Buffett a raccomandare al board il livello della propria retribuzione così come quella dei principali dirigenti. Oggi, in un contesto di mercato molto diverso e con un gruppo diventato ancora più complesso, la scelta di un pacchetto più in linea con le dinamiche di settore appare quasi inevitabile, anche per attrarre e trattenere talenti ai massimi livelli.

Il nuovo compenso di Abel, pur apparendo elevato rispetto agli standard storici del gruppo, si colloca in un contesto di mercato in cui i CEO delle società dell’S&P 500 hanno percepito in media 18,9 milioni di dollari nel 2024. Berkshire sceglie dunque una forma di “normalizzazione”, riconoscendo in modo esplicito il peso gestionale e strategico del nuovo CEO alla guida di un conglomerato da oltre 1.000 miliardi di capitalizzazione.

L’eredità del successore scelto da Buffett

Facciamo un passo indietro. La scelta di puntare su Greg Abel come erede designato non è certo recente. Già nel 2021 Buffett lo aveva indicato come successore, lodandone la competenza operativa, la disciplina finanziaria e la profonda conoscenza del business. Nel corso dell’assemblea annuale degli azionisti, lo scorso anno, lo stesso Buffett aveva affermato che il momento era arrivato per passare formalmente il timone. Il consiglio di amministrazione non ha esitato, votando all’unanimità a favore della sua nomina.

Abel, 62 anni, è un manager con un profilo industriale più operativo rispetto al suo predecessore. È entrato in Berkshire attraverso il comparto energia ed è presidente di Berkshire Hathaway Energy, uno dei quattro “gioielli” del gruppo descritti da Buffett nella sua lettera agli azionisti del 2021. Negli anni si è costruito la reputazione di leader pragmatico, con un approccio più diretto nella gestione delle controllate, pur muovendosi all’interno della tradizionale filosofia di decentralizzazione che caratterizza il conglomerato.

Le nuove sfide

Per gli investitori, il nodo centrale resta comunque la continuità della strategia. Berkshire Hathaway è costruita su un mix unico di partecipazioni finanziarie di lungo periodo (a partire dalla quota significativa in Apple) e di società operative nei settori più diversi, dall’energia alla manifattura, fino alle assicurazioni. La filosofia di fondo – prudenza finanziaria, orizzonte temporale lungo, disciplina nell’allocazione del capitale – rimane il tratto distintivo del gruppo. Non a caso Buffett ha più volte dichiarato che affiderebbe volentieri il proprio patrimonio personale ad Abel piuttosto che a qualunque top manager o consulente finanziario americano.

Il tema centrale sarà la gestione delle enormi riserve di liquidità, pari a 382 miliardi di dollari, in un contesto in cui mancano grandi opportunità di acquisizione.

Tra le ipotesi più discusse figura anche la possibile introduzione di un dividendo, opzione sempre respinta da Buffett ma ora tornata d’attualità vista la mole di cassa inutilizzata. Parallelamente, il gruppo mostra una maggiore apertura verso investimenti in tecnologia, come nel caso dell’ingresso in Alphabet nel 2025, segnalando una possibile evoluzione — prudente ma concreta — della strategia di portafoglio.

In altre parole, Abel è chiamato a conciliare continuità e innovazione. La capacità di mantenere equilibrio tra investimenti prudenziali, opportunità di crescita e ritorni per gli azionisti sarà una delle chiavi della sua gestione. La dimensione del nuovo stipendio sembra riflettere proprio questa responsabilità strategica.