Mercati

SoftBank vende la quota in Nvidia per 5,8 miliardi: tornano i timori di una bolla dell’AI

SoftBank chiude definitivamente il capitolo Nvidia. Il gruppo finanziario giapponese ha annunciato la vendita di tutte le 32,1 milioni di azioni detenute fino a ottobre, per 5,83 miliardi di dollari, un’operazione che si inserisce in una strategia più ampia di “monetizzazione degli asset” volta a liberare risorse per le nuove scommesse del gruppo.

Le motivazioni

Durante la presentazione dei risultati trimestrali, il gruppo, capitanato da Masayoshi Son, fondatore e a.d. del gruppo, ha spiegato che la cessione di Nvidia, associata alla vendita parziale della quota in T-Mobile (9,17 miliardi di dollari) e a un margin loan sulle azioni Arm, serve ad alimentare un fondo destinato ai nuovi investimenti: 22,5 miliardi per aumentare la partecipazione in OpenAI, fino all’11%, e decine di miliardi per sostenere il progetto Stargate, mega-infrastruttura per data center negli Stati Uniti dal valore stimato di 500 miliardi.

Secondo fonti vicine al dossier, la liquidità verrà utilizzata anche per acquisizioni selettive nel settore dell’AI, incluse attività industriali come la divisione robotica di ABB. SoftBank respinge l’idea che la vendita sia un segnale di sfiducia sulle valutazioni dell’AI: “Non è una posizione cauta su Nvidia – ha spiegato Goto – ma una gestione prudente del capitale per prepararsi alle prossime mosse”.

La reazione dei mercati

 La reazione dei mercati è stata immediata: Nvidia ha perso oltre il 2% in Borsa dopo l’annuncio. Per alcuni analisti, la decisione di Son indica che il rally del titolo — cresciuto più del 1.200% negli ultimi tre anni e diventato da poco la prima società da 5.000 miliardi di dollari — potrebbe avvicinarsi a una fase di normalizzazione.

“Il timing suggerisce che Son veda la corsa di Nvidia iniziare a raffreddarsi”, osservano diversi broker.

L’operazione, va ricordato, è arrivata in un contesto già delicato: negli ultimi giorni, diversi banchieri di Wall Street e il  celebre investitore Michael Burry hanno lanciato avvertimenti sul rischio di sopravvalutazioni nel settore tech e una possibile bolla AI.

Cosa dicono gli analisti

Diverse le opinioni degli analisti sulla mossa di Softabank.

“A nostro avviso, ciò non dovrebbe essere interpretato come una posizione cauta o negativa nei confronti di Nvidia, ma piuttosto nel contesto della necessità di SoftBank di disporre di almeno 30,5 miliardi di dollari di capitale per gli investimenti nel trimestre ottobre-dicembre, inclusi 22,5 miliardi di dollari per OpenAI e 6,5 miliardi di dollari per Ampere”, ha dichiarato alla CNBC Rolf Bulk, analista presso New Street Research. Ciò equivale a “più di quanto abbia investito complessivamente nei due anni precedenti messi insieme”, ha affermato Bulk.

Dan Baker di Morningstar ha aggiunto che non ritiene che questa mossa rappresenti un cambiamento fondamentale nella strategia dell’azienda.

“Per quanto riguarda il tempismo, non si può dire che Masayoshi Son sia stato brillante nella negoziazione delle azioni Nvidia”, ha affermato C J Muse, amministratore delegato senior di Cantor Fitzgerald. “Sembra semplicemente una questione di allocazione delle risorse: trovare fondi per investire altrove”.

C’è un precedente che pesa sulle interpretazioni. SoftBank non è nuova a movimenti repentini su Nvidia. Già nel 2019, tramite Vision Fund, aveva liquidato una quota stimata in 4 miliardi di dollari, rinunciando — col senno di poi — a una potenziale plusvalenza vicina ai 100 miliardi. Ora, dopo aver ricostruito la posizione, sceglie nuovamente l’uscita per “allocare risorse in modo più efficiente”.

 “Incassando ora, si assicura il capitale necessario per raddoppiare la sua convinzione nelle applicazioni di IA e nell’infrastruttura su larga scala che le sostiene, OpenAI, Oracle e il progetto Stargate”, ha affermato Michael Ashley Schulman, direttore degli investimenti di Running Point Capital Advisors.