Fonte: T-media
In casa Banco Bpm si continua a giocare ai supplementari nella scelta del nuovo amministratore delegato di Anima Holding. La successione, aperta dopo le dimissioni di Alessandro Melzi d’Eril, che dal 3 ottobre ha lasciato la Sgr per accettare l’incarico da Mps come futuro ceo di Mediobanca, non ha ancora una soluzione definitiva. Secondo quanto ricostruito da Radiocor – Il Sole 24 Ore, la decisione non appare imminente, e i vertici di Banco Bpm sembrano intenzionati a prendersi ulteriore tempo, pur in assenza di pressioni o emergenze operative.
Che cosa sta succedendo
La corsa alla nomina, fino a pochi giorni fa, era ristretta a due figure considerate interne al perimetro del gruppo: Pierluigi Giverso e Alessandro Varaldo. Giverso – nel gruppo Anima dal 2009 – ricopre attualmente il ruolo di condirettore generale e group chief business officer, oltre alla responsabilità commerciale della Sgr. Varaldo, invece, è alla guida di Banca Aletti dal 2018 ed è percepito come il candidato più vicino alla galassia Piazza Meda, anche alla luce del successo dell’opa promossa proprio da Banco Bpm su Anima.
L’equilibrio apparente tra continuità gestionale e rappresentanza dell’azionista di riferimento sembrava aver creato una corsa a due molto definita. Tuttavia, entrambe le ipotesi si stanno progressivamente raffreddando. Giverso rappresenterebbe la scelta più interna alla società di gestione del risparmio, una soluzione di continuità operativa. Varaldo incarnerebbe invece l’opzione più allineata alla capogruppo bancaria. Eppure, la convergenza su uno dei due nomi non è maturata e il dossier rimane aperto.
Secondo quanto riferito da Radiocor, Banco Bpm ha iniziato a valutare anche candidati esterni al gruppo. Nei giorni scorsi è circolato, senza conferme, il nome di Saverio Perissinotto, presidente di Eurizon, la Sgr del gruppo Intesa Sanpaolo.
La presenza di un profilo così rilevante nel dibattito informale segnala la volontà di ampliare ulteriormente la ricerca e di non precludere alcuna opzione pur di individuare il manager considerato più adatto a guidare Anima nella nuova fase post-Opa.
I conti dei primi nove mesi
Se sul fronte della governance il tempo sembra dilatarsi, sul piano industriale Anima continua a correre. Il Consiglio di Amministrazione di Anima Holding ha approvato, pochi giorni fa, il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2025, che segnala una crescita della redditività e un rafforzamento della posizione finanziaria. Nei primi nove mesi dell’anno le commissioni nette di gestione si attestano a 270,8 milioni di euro, in aumento del 9% rispetto ai 248,8 milioni registrati nello stesso periodo del 2024, mentre i ricavi totali consolidati ammontano a 368,3 milioni, sostanzialmente in linea con i 367,1 milioni dello scorso anno. L’utile netto consolidato sale a 199,5 milioni di euro, con un incremento del 15%, mentre l’utile netto normalizzato raggiunge i 210 milioni, segnando un progresso dell’11%.
Il periodo beneficia anche di un ricavo una tantum di 31,8 milioni di euro e del forte contributo dei dividendi provenienti da Banca Monte dei Paschi di Siena, saliti da 3,1 a 43,2 milioni di euro. I costi operativi ordinari ammontano a 115,9 milioni di euro e, pur segnando un incremento del 15%, mostrano una dinamica molto più contenuta – pari al 2% – se si esclude l’effetto delle recenti acquisizioni. Il rapporto costi/ricavi netti si posiziona al 36,1%.
Sul fronte patrimoniale, la posizione finanziaria netta consolidata è positiva per 372,6 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto ai 73,7 milioni di un anno prima e ai 251,5 milioni registrati a fine 2024. Il dato riflette il pagamento di dividendi per 146,3 milioni e imposte per circa 83 milioni, compensati dai forti risultati operativi e dalle plusvalenze sugli investimenti.
La poltrona principale resta vacante, ma Anima corre. E la sensazione è che Banco Bpm voglia arrivare alla scelta del nuovo ceo con la massima cautela: una decisione strategica non solo per la governance, ma anche per il posizionamento futuro della Sgr nel mercato del risparmio gestito italiano.