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Tesla si trova a un bivio cruciale. La presidente del consiglio di amministrazione, Robyn Denholm, ha lanciato un appello diretto agli azionisti: approvare il maxi piano di compensi da quasi 1.000 miliardi di dollari destinato a Elon Musk, o rischiare di perderlo come CEO.
In una lettera inviata lunedì, Denholm ha avvertito che “senza Elon, Tesla potrebbe perdere una parte significativa del proprio valore, perché non sarebbe più valutata per ciò che aspira a diventare”.
Il voto, che avverrà durante l’assemblea annuale del 6 novembre, si preannuncia acceso: le schede online dovranno essere consegnate entro le 23:59 del 5 novembre, ora di New York.
Le resistenze dei grandi investitori istituzionali
A ostacolare il piano ci sono Institutional Shareholder Services (ISS) e Glass Lewis, i due maggiori proxy advisor globali, che nelle ultime settimane hanno espresso una raccomandazione contraria all’approvazione del pacchetto, giudicato di “valore astronomico”.
Il progetto, presentato dal board a settembre, prevede 12 tranche di azioni legate a precisi obiettivi di performance e capitalizzazione: dalla soglia dei 2.000 miliardi di dollari fino a un traguardo finale di 8.500 miliardi.
Musk, che oggi controlla circa il 13% di Tesla, arriverebbe a detenere oltre il 25% del capitale, rafforzando la propria influenza sulla governance e sui futuri sviluppi nel campo dell’intelligenza artificiale.
Negli ultimi giorni si sono aggiunti anche gruppi di sindacati e watchdog, che hanno lanciato la campagna online “Take Back Tesla”, criticando le posizioni politiche di Musk e accusandolo di danneggiare il brand con le sue uscite pubbliche.
Musk ha reagito con toni infuocati. Durante l’ultima conference call sugli utili, ha definito ISS e Glass Lewis “terroristi aziendali”, aggiungendo che la loro influenza “mina la libertà delle aziende innovative”. Le due società, dal canto loro, hanno difeso le proprie analisi, sottolineando che la decisione finale spetta agli azionisti.
Un momento chiave per Tesla
Il dibattito arriva in un momento delicato per Tesla, che la scorsa settimana ha pubblicato risultati trimestrali inferiori alle attese sul fronte degli utili, pur registrando una crescita dei ricavi del 12% dopo due trimestri consecutivi di flessione.
Denholm ha definito l’attuale fase come un “punto di svolta” per l’azienda, che intende andare oltre la produzione automobilistica tradizionale e consolidare la propria posizione come società tecnologica con focus sull’intelligenza artificiale e sulla robotica.
“Il futuro di Tesla dipende dalla nostra capacità di sviluppare pienamente il potenziale dell’AI, e dall’apporto unico che Elon è in grado di offrire”, ha dichiarato la presidente in un’intervista a CNBC. “La questione del compenso riguarda meno la retribuzione e più l’influenza necessaria a garantire che la visione strategica di lungo termine non venga compromessa”.
Con circa il 30% del capitale detenuto da investitori retail, Denholm ha ricordato che lo scorso anno la partecipazione al voto fu record e ha invitato i piccoli azionisti a sostenere la proposta del consiglio.