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Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2025 si ripete l’appuntamento con il cambio dell’ora: alle 3 del mattino le lancette dovranno tornare indietro di un’ora, quindi passeremo da 3 a 2. L’ora solare resterà in vigore fino all’ultimo weekend di marzo 2026, quando tornerà l’ora legale.
Questo cambiamento segna l’inizio dell’orario invernale: chi si sveglia un’ora più tardi, ma le giornate si accorciano e il buio arriva prima, con conseguenze sulle abitudini e sui consumi di energia a casa.
Cambio ora: il dibattito in Europa non è finito
Ogni anno, insieme al cambio dell’ora, si riapre anche il dibattito politico. Da oltre sei anni l’Unione Europea parla dell’eliminazione del doppio cambio, ma il tema non ha ancora trovato una soluzione.
Nel 2018 Bruxelles aveva suggerito ai Paesi membri di decidere se mantenere l’ora legale o l’ora solare, ma la proposta non è stata approvata. La portavoce della Commissione europea, Anna-Kaisa Itkonen, ha ricordato che la questione è ancora aperta e che è sempre possibile trovare un accordo tra i Paesi.
La discussione è tornata a parlare dopo che il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha definito il cambio dell’ora “senza senso” e ha annunciato di volerne l’abolizione. “Gli effetti sulla salute e i risparmi energetici non giustificano più questa usanza”, ha detto nel suo messaggio video su X.
Risparmio energetico limitato
Secondo i dati di Terna, l’ora legale nel 2025 ha permesso all’Italia di risparmiare circa 330 milioni di kWh di energia elettrica nei sette mesi in cui è stata in vigore, corrispondenti a 100 milioni di euro in meno sulla bolletta.
Questo significa anche un minor impatto sull’ambiente: si stima che siano state evitate 160mila tonnellate di emissioni di CO₂. Tuttavia, con il ritorno dell’ora solare, si prevede un aumento dei consumi, soprattutto nei mesi invernali. Il buio che arriva più presto porta infatti a un utilizzo maggiore di luce e calore, con un aumento delle bollette per le settimane successive al cambio.