Fonte: T-media
Cambio della guardia in vista per Anima Holding. Dopo le dimissioni di Alessandro Melzi d’Eril, scelto da Mps per guidare Mediobanca, il gruppo milanese attivo nella gestione del risparmio controllato da Banco Bpm ha avviato la procedura per la nomina del nuovo amministratore delegato. Il consiglio di amministrazione ha preso atto dell’addio del manager e ha deciso di mantenere invariato l’attuale assetto delle deleghe operative, avviando però il percorso formale per la selezione del successore.
La short list
Secondo quanto risulta a Radiocor, la partita si sta delineando come una sfida a due. Da un lato Pierluigi Giverso, storico dirigente di Anima, entrato nel 2009 e oggi co-direttore generale e chief business officer del gruppo. La sua candidatura rappresenterebbe una soluzione interna, improntata alla continuità gestionale e alla valorizzazione delle competenze maturate nella rete commerciale.
Dall’altro si fa strada il nome di Alessandro Varaldo, amministratore delegato di Banca Aletti, la boutique del private banking di Banco Bpm. Il suo profilo, fortemente legato a Piazza Meda, sarebbe coerente con l’obiettivo di integrare in modo più stretto le attività di wealth management del gruppo, creando sinergie tra banca e sgr dopo l’Opa primaverile da 1,78 miliardi che ha portato la partecipazione di Banco Bpm in Anima a quasi il 90%.
Le manovre sullo sfondo
La scelta del nuovo vertice si intreccia con i dossier strategici che coinvolgono Banco Bpm e Crédit Agricole, impegnati a costruire un’alleanza industriale con l’assistenza di Citi, Lazard, Rothschild e Deutsche Bank. Secondo alcune ipotesi circolate in ambienti finanziari, riprese dalla stampa italiana, il gruppo guidato da Giuseppe Castagna potrebbe rilevare le attività italiane della banque verte, offrendo in contropartita una partecipazione in Anima.
Ma il piano si scontra con le cautele del governo, che guarda con attenzione alla possibile cessione, anche parziale, dell’asset manager a investitori stranieri. Il peso dei titoli di Stato italiani nei portafogli di Anima rende infatti la sgr un presidio strategico per la gestione del risparmio domestico, un tema particolarmente sensibile per Palazzo Chigi, che avrebbe espresso la preferenza per una soluzione “made in Italy”.