Mercati

Oracle senza freni a Wall Street, Ellison scavalca Musk tra i super-ricchi

Wall Street incorona un nuovo campione: Oracle. Dopo la pubblicazione dei conti e delle previsioni sul business cloud, il titolo ha vissuto una seduta da record con rialzi oltre il 36%, il maggior rialzo dal 1992, portando la capitalizzazione di mercato a a 969 miliardi di dollari. La corsa in Borsa ha avuto effetti immediati sulla fortuna personale di Larry Ellison, che solo un mese fa aveva superato Mark Zuckerberg diventando il numero due nel ranking dei più ricchi al mondo.
Ora, il nuovo sorpasso. In un solo giorno il co-fondatore dell’azienda texana ha visto il suo patrimonio aumentare di 101 miliardi di dollari, fino a toccare quota 391-393 miliardi, superando Elon Musk, sceso attorno ai 380 miliardi.

Il nuovo motore del cloud AI

Nota per il suo software per i database, Oracle ha recentemente riscontrato successo nel mercato in forte espansione  del cloud computing e si sta affermando come fornitore chiave di capacità di elaborazione AI, come ricorda Bloomberg.

La fiammata non nasce da un episodio isolato, ma dalle prospettive di crescita del business legato all’intelligenza artificiale. Oracle ha comunicato che i ricavi da infrastrutture cloud potrebbero passare dagli attuali 10 miliardi a oltre 140 miliardi entro il 2030, moltiplicando di oltre dieci volte il giro d’affari.

“Il mercato si sta spostando su di noi: siamo diventati la piattaforma di riferimento per l’AI”, ha spiegato Ellison alla comunità finanziaria, sottolineando come la società abbia siglato accordi miliardari con player come OpenAI, xAI, Meta, Nvidia e AMD.

I contratti in portafoglio, un indicatore che misura i ricavi già garantiti ma non ancora contabilizzati, hanno raggiunto i 455 miliardi di dollari, con un balzo di quasi il 360% rispetto a un anno fa.

Un fondatore che non molla

Ellison, oggi 81enne, resta al vertice della compagnia con i ruoli di presidente e chief technology officer. La sua ricchezza deriva soprattutto dal fatto di non aver mai smobilitato la quota di azioni accumulata in oltre venticinque anni. Oltre al cloud, Ellison ha spinto Oracle verso nuove aree.

Nel 2022 è arrivata l’acquisizione da 28 miliardi di dollari di Cerner, che ha rafforzato la presenza nel settore sanitario. Lo stesso anno ha dato vita all’Ellison Institute of Technology a Oxford, mentre più di recente ha contribuito all’accordo da 8 miliardi che ha portato alla fusione tra Paramount Global e Skydance.
La sua strategia lo ha trasformato in un vero e proprio fornitore di infrastrutture critiche per l’intelligenza artificiale, un ruolo che oggi garantisce ad Oracle un vantaggio competitivo.

La sfida dei data center

L’euforia del mercato non elimina le incognite. Il gruppo dovrà accelerare enormemente lo sviluppo delle proprie infrastrutture, in un contesto segnato dalla scarsità di semiconduttori e dalla concorrenza di giganti come Amazon, Microsoft, Google e Meta, che nel 2025 spenderanno insieme oltre 350 miliardi di dollari in data center, con investimenti previsti oltre i 400 miliardi nel 2026.

Secondo la ceo Safra Catz, Oracle è comunque ben posizionata per raggiungere gli obiettivi: i ricavi da infrastrutture cloud dovrebbero passare da 18 a 144 miliardi in cinque anni, una traiettoria che la porterebbe a confrontarsi direttamente con Amazon Web Services (oggi a quota 107 miliardi).

I conti e la politica

Nel trimestre il gruppo ha registrato ricavi per 14,9 miliardi di dollari, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente, e un utile netto rettificato di 4,3 miliardi, sopra le stime. Non sono però i dati di breve periodo a guidare l’entusiasmo degli investitori, ma la prospettiva di contratti pluriennali e ricavi ricorrenti.

Sul piano politico, Ellison resta vicino a Donald Trump, cui ha garantito sostegno finanziario. Una relazione che potrebbe avere riflessi industriali: lo stesso Trump ha ipotizzato di favorire una cessione della filiale statunitense di TikTok a Musk o allo stesso Ellison.