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Con la fine di luglio si chiude anche un capitolo importante per Piazza Affari. Il FTSE MIB archivia il mese con un progresso del +3%, sostenuto in particolare dalla forza dei settori bancario e industriale. Ancora meglio fa il Total Return Index, che guadagna il +3,36% e aggiorna per ben sei volte i propri massimi storici. Dall’inizio dell’anno, il conteggio degli ATH (All Time High) sale a quota 39. Ma dietro al dato aggregato si cela una realtà più sfaccettata.
Secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, “nonostante la solidità del listino in apparenza, luglio ha mostrato un mercato italiano diviso in due”. Infatti, su 40 titoli del paniere principale, solo 19 hanno chiuso in positivo, mentre 21 sono scivolati in territorio negativo. Le debolezze si sono concentrate soprattutto nei comparti tech, sanitario, utility e consumo discrezionale, zavorrati da trimestrali deludenti.
Ftse MIB: i vincitori di luglio
Il podio dei top performer è chiaro. Brilla Prysmian con un poderoso +17,2%, grazie alla solidità dei margini, al ruolo nella transizione energetica e a un profilo tecnico invidiabile. Seguono le banche: UniCredit (+13,6%), Banco BPM (+13,0%), BPER (+11,9%), Azimut (+9,9%), Intesa Sanpaolo (+8,3%) e Mediolanum (+6,0%), tutte sostenute da trimestrali robuste, dividendi generosi e guidance riviste al rialzo.
Particolarmente significativa la performance di UniCredit, il cui AD Andrea Orcel ha definito i risultati “remarkable”, sottolineando l’efficacia dell’esecuzione strategica e la solidità del capitale. Anche Azimut sorprende con una guidance portata sopra il miliardo e una raccolta netta prevista triplicata.
Tra le industriali, si segnala Iveco con un +8,7%, sostenuto dai rumors e dalla resilienza nei segmenti Bus e Difesa, nonostante il calo dei ricavi. Positivo anche Eni (+8,4%), insieme a Generali (+8,3%), che beneficiano di una ritrovata forza nei comparti energia e assicurativo. Non manca all’appello Poste Italiane, che vanta 46 massimi storici nel 2025 e una solidità tecnica di rilievo.
I titoli in difficoltà
Ma se luglio ha visto il FTSE MIB brillare in aggregato, il rovescio della medaglia è composto da titoli in netta controtendenza. Il tonfo peggiore lo registra Amplifon (-25,8%), penalizzata da una trimestrale fiacca, margini sotto pressione e una guidance tagliata. Male anche STMicroelectronics (-13,5%), travolta da una guidance prudente e margini in calo nel segmento Automotive.
Soffrono anche nomi di peso come Stellantis (-8,8%), Ferrari (-7,3%), A2A (-7,1%), DiaSorin (-7,0%) e Recordati (-6,6%). In particolare, Ferrari ha deluso nonostante risultati positivi: la reazione del mercato suggerisce aspettative troppo elevate e multipli tirati.
Anche le utility tradizionalmente difensive non sono immuni: Hera (-9,2%), Terna (-3,6%), Snam (-1,3%). A2A rompe i supporti tecnici pur vantando fondamentali solidi e una buona crescita nei data center. Enel (-0,8%) chiude un semestre complicato con EBITDA reported in calo dell’11,6%, ma una guidance confermata e una certa stabilità dell’EBITDA ordinario.
Nel lusso, si ritirano Moncler (-1,8%) e Brunello Cucinelli (-4,8%), mentre tra i titoli tech/industriali anche Telecom Italia (-3,9%) e Interpump (-1,3%) faticano a mantenere il passo.
Luglio da record… ma con più incertezze all’orizzonte
Luglio si conferma il miglior mese dell’anno per il FTSE MIB in termini di stagionalità storica: dal 2015 a oggi, ha chiuso in positivo nel 91% dei casi, con una performance media del +2,85% e una mediana del 3%, il tutto con la più bassa deviazione standard mensile. Il +3% registrato nel 2025 si inserisce quindi perfettamente nella tradizione storica.
2025: tra exploit e tonfi, aumenta la dispersione
Guardando all’intero anno, 30 titoli del FTSE MIB risultano in positivo (considerando il total return), ma la dispersione è evidente. In vetta spiccano:
- Iveco: +99,3%
- Leonardo: +84,3%
- UniCredit: +72,9%
- BPER, Banco BPM: oltre +52%
- Unipol: +54%
Questi titoli hanno saputo cavalcare i trend del 2025: fusioni bancarie, risultati solidi, reshoring europeo, e interesse per difesa ed energia in chiave geopolitica.
Sul fronte opposto, si contano crolli significativi:
- Amplifon: -39,7%
- Stellantis: -32,8%
- STMicroelectronics e Ferrari: -5,8%
- Nexi: -2%.
Parte del listino resta quindi in fase di riassestamento post-trimestrali, alle prese con valutazioni elevate, incertezze macro e margini sotto pressione. Un quadro che impone cautela, anche a fronte della rinnovata attrazione per l’oro, che segnala un ritorno d’interesse per i beni rifugio in un contesto di crescente instabilità.