Mercati

Unicredit e Crédit Agricole: cresce la tensione dopo l’Ops su Banco BPM

Le recenti dinamiche di mercato mettono in evidenza le prime ripercussioni dopo il ritiro dell’Ops di UniCredit sul Banco BPM. La decisione di Andrea Orcel di fare un passo indietro potrebbe condurre a una potenziale rottura della collaborazione con il Crédit Agricole nel settore del risparmio gestito attraverso la controllata Amundi, i cui fondi comuni sono distribuiti proprio dalla banca di Piazza Gae Aulenti.

Verso la fine dell’accordo distributivo

Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica, UniCredit starebbe valutando di interrompere il contratto di distribuzione con Amundi, la società di gestione controllata da Crédit Agricole. L’accordo, la cui scadenza è prevista per il 2027, potrebbe non essere rinnovato, e già da ora si prevedono delle riduzioni nella distribuzione dei prodotti Amundi.

Il quotidiano suggerisce che Crédit Agricole vedrà i fondi Amundi distribuiti attraverso le circa 2.000 filiali italiane di UniCredit ridotti ai minimi contrattuali. Questa mossa potrebbe avere un impatto notevole: alla scadenza dell’accordo, Amundi rischierebbe di perdere la gestione di 65-70 miliardi di euro in masse, che generano oltre 500 milioni di euro all’anno in commissioni. Questa cifra rappresenta circa un quinto degli utili di Amundi e si posiziona tra le principali fonti di profitto per il gruppo francese in Italia.

La reazione di UniCredit

Secondo le indiscrezioni di stampa Orcel non avrebbe gradito il comportamento di Crédit Agricole durante la vicenda di Banco BPM. Mentre l’offerta pubblica di scambio di UniCredit era in corso, la banca francese ha portato la sua quota in Banco BPM al 20% e ha richiesto alla Bce l’autorizzazione a salire ulteriormente. Contemporaneamente, i vertici di Crédit Agricole avrebbero intensificato i contatti con la dirigenza italiana di Banco BPM.

Le mosse della banca francese sono state interpretate da UniCredit come incompatibili con lo “status di partner”. Già negli ultimi mesi, UniCredit aveva iniziato a reindirizzare i risparmi dei propri clienti da fondi Amundi verso altri gestori, anche nel tentativo di fare pressione su Crédit Agricole affinché cedesse la sua quota in Banco BPM. Ora, secondo Repubblica e fonti di settore, questa migrazione di fondi sarà spinta al massimo consentito, senza incorrere in penali contrattuali per UniCredit.