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Ottenere un aumento dell’efficienza dei consulenti finanziari e dei private banker dal 10 al 20%. È quello che si potrebbe avere entro cinque anni grazie alla diffusione dell’intelligenza artificiale tra le reti di consulenza finanziaria e le private bank italiane.
Ne sono convinti gli esperti della società di consulenza Bain & Company, secondo i quali nel futuro del settore finanziario ci sarà una crescente integrazione dell’intelligenza artificiale generativa per trasformare gli attuali processi, migliorandone l’efficienza e la redditività.
Un futuro nemmeno tanto lontano, visto che nei piani industriali delle banche italiane si vedono già le prime evidenze dell’introduzione di questa tecnologia che si appresta a cambiare il modo di fare business. Il mondo richiede sempre più velocità di esecuzione e questa tecnologia consente di rispondere a queste esigenze.
Una rivoluzione nel modo di lavorare
Secondo Iacopo Mancini, partner ed EMEA Head of AIS in Financial Services di Bain & Company, l’intelligenza artificiale generativa è la tecnologia più innovativa degli ultimi anni perché è in grado di automatizzare e ottimizzare numerosi processi che, fino ad oggi, richiedevano un intervento umano costante.
Ma come trasformerà il modo di lavorare dei consulenti a diretto contatto con i clienti?
“Da un lato questa tecnologia costituirà un digital worker, un assistente che aiuterà i banker nelle attività più ripetitive liberando tempo che potrà essere dedicato alle attività a maggiore valore aggiunto. Dall’altro l’intelligenza artificiale consentirà ai consulenti di interagire sempre più efficacemente e velocemente con i clienti di domani che si aspettano di trovarla anche nelle applicazioni legate alla gestione dei propri patrimoni”, evidenzia Mancini. “Tutto questo sarà possibile perché, oltre alle classiche applicazioni di IA generativa per realizzare attività di marketing, le banche più innovative si apprestano a mettere a disposizione dei consulenti delle piattaforme integrate con i dati dei clienti e quelli di mercato, che potranno essere utilizzare dai banker per ottenere in tempo reale report personalizzati sulle necessità dei singoli clienti al fine di ottimizzare le fasi di relazione e di vendita e valutare più attentamente i rischi. Pertanto, oltre agli incrementi di efficienza, ci saranno anche dei benefici sul fronte dei ricavi dei banker. Chi saprà adottare e scalare l’AI in modo efficace otterrà un vantaggio competitivo significativo nei prossimi anni. Si tratta soprattutto di avere dei dati proprietari molto accurati e precisi sui quali fare girare gli algoritmi. Basti pensare che le soluzioni già adottate dagli operatori del risparmio gestito italiani non solo hanno raggiunto gli obiettivi prefissati, ma in gran parte dei casi li hanno superati, spingendo le società ad accelerare gli investimenti”, sottolinea l’esperto di Bain & Company.
Investimenti attesi ancora in crescita
Nel mondo finanziario l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non è limitato solo alla gestione degli investimenti. Sono ormai 30 mesi che questa tecnologia è utilizzata a vario titolo dalle principali banche italiane.
Dopo questa prima fase pioneristica, i grandi istituti di credito sono ad un bivio e stanno studiando dove focalizzare gli sforzi e abbandonare le applicazioni meno rilevanti.
Secondo uno studio della Fabi, i primi cinque gruppi bancari hanno annunciato investimenti in questa tecnologia per circa 10 miliardi di euro.
“Per i principali player finanziari le stime indicano che l’adozione di questa tecnologia potrebbe portare a un incremento del 5-10% degli utili cumulati nei prossimi 3-5 anni. Ma per farlo devono dotarsi di una strategia chiara ed una piattaforma operativa e tecnologica adeguata a portarne a scala i benefici. Senza dimenticare che servono anche nuove competenze e nuove figure professionali per gestire questa rivoluzione”, conclude Mancini.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di giugno 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.