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Oro: perchè le banche centrali lo acquistano da miniere locali

L’oro si conferma una delle riserve più ambite. Sempre più banche centrali stanno rivedendo le proprie strategie d’acquisto del metallo prezioso, privilegiando forniture interne rispetto al tradizionale mercato internazionale. Una tendenza che permette di contenere i costi, rafforzare le riserve senza intaccare quelle valutarie, e allo stesso tempo sostenere l’industria estrattiva nazionale.

Banche centrali fanno incetta di oro dalle miniere locali

Secondo i dati del World Gold Council, sono numerose le banche centrali che hanno iniziato ad acquistare oro direttamente dalle miniere artigianali e di piccola scala all’interno dei propri confini. Alcuni paesi lo fanno da anni, come le Filippine o l’Ecuador, ma oggi anche nazioni come Ghana, Tanzania, Colombia, Zambia e Mongolia stanno implementando o valutando modelli simili. Il caso del Ghana è particolarmente emblematico: nel 2024 la Gold Board, l’ente statale che gestisce gli acquisti per conto della banca centrale, ha firmato accordi con le compagnie minerarie locali per l’acquisto del 20% della produzione nazionale. Una misura simile è stata introdotta anche in Tanzania.

I vantaggi

L’acquisto locale consente di ridurre sensibilmente le spese legate all’intermediazione, alle transazioni internazionali e alla logistica. Inoltre, consente alle banche centrali di pagare in valuta locale, senza dover ricorrere alle riserve in dollari, garantendo così maggiore flessibilità monetaria. L’aspetto più interessante, spiegano gli esperti del World Gold Council, è che questo approccio permette di far crescere le riserve auree senza sacrificare altri asset di riserva, come le valute estere.

Gli svantaggi

Tuttavia, non mancano gli aspetti tecnici da considerare. Per essere contabilizzato come riserva ufficiale, l’oro deve rispettare lo standard internazionale London Good Delivery (LGD), che richiede specifici requisiti di purezza e tracciabilità. Non tutti i paesi dispongono di raffinerie certificate per raggiungere tale standard. Le Filippine rappresentano un’eccezione positiva, essendo uno dei pochi paesi produttori a possedere una raffineria accreditata. Al contrario, stati come Ghana e Zambia devono esportare il metallo per la raffinazione, erodendo parte dei benefici economici.

Le riserve auree crescono: la strategia globale

Cresce intanto la domanda globale. Il 95% delle banche centrali intervistate dal World Gold Council prevede un aumento delle riserve auree mondiali nei prossimi dodici mesi. Una scelta dettata dalla necessità di proteggersi contro eventuali shock finanziari e garantire maggiore resilienza economica. Fino a pochi anni fa, queste stesse banche avrebbero acquistato oro esclusivamente attraverso il mercato over-the-counter, principalmente a Londra. Oggi invece, molte stanno considerando di valorizzare le risorse interne, investendo nella propria produzione.

C’è anche una dimensione sociale in questa strategia. Acquistare oro da miniere locali significa contribuire alla formalizzazione di un settore spesso legato a pratiche informali, quando non illegali. L’intervento delle banche centrali può offrire sbocchi legali e trasparenti ai piccoli minatori, migliorando la tracciabilità della filiera e riducendo i rischi ambientali e sociali associati all’estrazione artigianale. Sebbene esistano timori reputazionali legati alle condizioni di lavoro o all’impatto ambientale, molti esperti ritengono che proprio le banche centrali, con la loro credibilità e capacità finanziaria, possano guidare un processo di regolarizzazione del settore.

Secondo Shaokai Fan, responsabile per le banche centrali al World Gold Council, si tratta di una soluzione “win-win”: da un lato si rafforzano le riserve statali, dall’altro si crea un mercato stabile per i piccoli produttori, allontanandoli da circuiti illegali e favorendo uno sviluppo più sostenibile. In definitiva, mentre il prezzo dell’oro continua a salire – toccando livelli record intorno ai 3.330 dollari l’oncia – la scelta di rivolgersi alle miniere locali sembra destinata a consolidarsi. Per molte economie emergenti, rappresenta un’opportunità per guadagnare autonomia, valorizzare le proprie risorse naturali e investire in una forma di riserva che continua a mantenere il suo valore nel tempo.