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Bill Gates perde 51 miliardi in una settimana: fuori dalla top ten dei più ricchi al mondo

Bill Gates ha dato un’accelerata clamorosa alla sua missione filantropica: in meno di una settimana ha “alleggerito” il suo patrimonio di ben 51 miliardi di dollari, ovvero quasi il 30% della sua ricchezza.

La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo, anche perché arriva a poche settimane dalla sua dichiarazione pubblica in cui affermava l’intenzione di donare quasi tutto il suo patrimonio entro 20 anni. Obiettivo? Non morire ricco.

Dal podio dei miliardari al 12° posto: il crollo del patrimonio di Gates

Secondo l’indice dei miliardari di Bloomberg, il patrimonio netto di Bill Gates, che il 3 luglio era stimato a 175 miliardi di dollari, è sceso a 124 miliardi in soli pochi giorni. Un calo che ha spinto l’ex uomo più ricco del mondo al dodicesimo posto nella classifica globale, superato anche dal suo ex collega Steve Ballmer, ora al quinto posto con 173 miliardi di dollari.

Ballmer, che fu CEO di Microsoft dopo Gates ed è oggi proprietario dei Los Angeles Clippers, lo supera per la prima volta, un segnale chiaro dell’impatto diretto delle recenti decisioni filantropiche del fondatore di Microsoft.

La svolta arriva dopo una dichiarazione molto forte pubblicata dallo stesso Gates sul suo blog personale l’8 maggio:

“Diranno molte cose su di me quando morirò, ma sono determinato a fare in modo che ‘è morto ricco’ non sia una di queste.”

L’obiettivo? Usare le sue risorse per affrontare problemi globali urgenti, piuttosto che accumularle. Una presa di posizione netta che arriva in un periodo in cui la filantropia globale sta affrontando tagli ai finanziamenti e una crescente incertezza.

Gates vuole chiudere la sua Fondazione entro il 2045

In parallelo, Gates ha annunciato che entro il 2045 chiuderà la Bill & Melinda Gates Foundation, l’organizzazione che ha co-fondato con l’ex moglie Melinda French Gates e che, dal 2000, ha donato oltre 100 miliardi di dollari in ambito sanitario, educativo e umanitario.

L’intenzione è quella di massimizzare l’impatto della fondazione nel prossimo ventennio, investendo tutte le risorse disponibili entro quella data e portando a termine il suo operato.

Il gesto di Gates non è solo simbolico. Le sue donazioni mirano a finanziare progetti concreti che hanno già avuto un impatto importante, come la distribuzione di vaccini contro malattie prevenibili nei Paesi in via di sviluppo.

Lo stesso Gates ha sottolineato che la sua determinazione è aumentata dopo aver visto “con i propri occhi” l’efficacia degli interventi realizzati grazie alla fondazione. Tuttavia, ha anche espresso preoccupazione per il rallentamento dei progressi umanitari, legato in parte ai tagli ai finanziamenti USAID e al calo degli aiuti internazionali.

La nuova filantropia dei big tech

Il gesto di Gates rappresenta un caso emblematico della filantropia radicale che sta emergendo tra i grandi nomi della tecnologia. A differenza di molti altri miliardari, Gates ha scelto non solo di donare gran parte della sua fortuna, ma anche di farlo entro una finestra temporale ben definita, e di sciogliere la fondazione una volta esaurite le risorse.

Un approccio che richiama il famoso “Giving Pledge”, lanciato insieme a Warren Buffett, ma che va ancora oltre, puntando sulla rapidità e sull’efficienza nell’allocazione dei fondi.

Con questa decisione, Bill Gates dimostra di voler lasciare un’eredità diversa da quella puramente economica: un modello di filantropia attiva, misurabile e risolutiva. In un momento in cui le disuguaglianze sociali, i cambiamenti climatici e le crisi sanitarie globali mettono sotto pressione le risorse del pianeta, il gesto di Gates manda un messaggio forte: il vero valore della ricchezza è come viene utilizzata.