Jamie Dimon (JPMorgan) lancia l’allarme: “L’economia Usa potrebbe peggiorare presto”
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Il ceo di JPMorgan Chase, Jamie Dimon, ha nuovamente lanciato un avvertimento sull’andamento dell’economia americana, sottolineando che un peggioramento delle condizioni economiche potrebbe essere imminente. Secondo il numero uno della più grande banca statunitense, l’attuale fase di relativa stabilità potrebbe presto lasciare spazio a una fase più complessa, con un possibile aumento dell’inflazione e un rallentamento del mercato del lavoro.
Dimon: “I numeri reali potrebbero peggiorare a breve”
Parlando alla conferenza organizzata da Morgan Stanley, Dimon ha spiegato che, nonostante alcuni indicatori macroeconomici suggeriscano una certa tenuta del sistema, i dati concreti potrebbero iniziare a deteriorarsi già nel breve periodo.
“C’è la possibilità che i numeri reali peggiorino presto”, ha detto, mettendo in dubbio l’affidabilità delle indagini su fiducia di imprese e consumatori, spesso considerate predittive. “Né i consumatori né le imprese riescono a individuare i punti di svolta del ciclo economico”, ha aggiunto, suggerendo che il tanto auspicato soft landing dell’economia USA potrebbe rivelarsi meno morbido del previsto.
Secondo Dimon, potremmo assistere a un leggero aumento dell’inflazione e a un calo del tasso di occupazione. L’effetto combinato di questi fattori potrebbe creare nuove incertezze per imprese, famiglie e investitori.
Un altro punto critico sottolineato dal banchiere riguarda il mercato del lavoro. Dimon ha avvertito che la riduzione dei flussi migratori potrebbe peggiorare le dinamiche occupazionali negli Stati Uniti, aggravando le difficoltà nel reperire manodopera e aumentando la pressione salariale, con effetti a catena su inflazione e competitività.
Oltre all’andamento dell’economia reale, Dimon ha espresso preoccupazioni specifiche sul settore del credito privato, in particolare nel caso in cui dovesse verificarsi una recessione. Ha sottolineato che le banche e gli investitori affrontano rischi molto diversi in quest’ambito e che le attuali condizioni rendono questo segmento meno attraente.
“Se fossi un gestore di fondi, non comprerei credito in questo momento a questi prezzi e con questi spread”, ha dichiarato con tono deciso.
Dimon e lo spettro della recessione
Quello di oggi non è il primo avvertimento lanciato da Jamie Dimon negli ultimi mesi. Già ad aprile, intervistato da FOX Business, aveva affermato che una recessione negli Usa è ancora uno scenario plausibile.
“Spero che riusciremo a evitarla, ma non la escluderei in alcun modo”, aveva detto. “Se ci sarà una recessione, è difficile prevederne la durata o l’intensità.”
Un altro elemento di instabilità riguarda le politiche commerciali e tariffarie. In particolare, Dimon ha criticato le incertezze create dai dazi dell’amministrazione Trump, che secondo lui hanno frenato gli investimenti da parte di molti clienti di JPMorgan.
Dopo l’annuncio, lo scorso mese, di una pausa nei dazi verso la Cina da parte dell’amministrazione USA, JPMorgan ha ridotto la probabilità di una recessione nel 2025 dal 60% a meno del 50%. Tuttavia, il banchiere invita alla prudenza.
“Ritengo sia giusto fare un passo indietro su certe misure. Serve un dialogo costruttivo tra le parti”, ha commentato.