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Il mercato e gli analisti sono praticamente tutti d’accordo: la riunione della Banca Centrale Europea di oggi, 5 giugno 2025, si concluderà con un nuovo taglio dei tassi di interesse di 25 punti base. Questa mossa porterebbe il tasso sui depositi dal 2,25% al 2%, segnando l’ottavo taglio consecutivo dall’inizio del ciclo di allentamento nel giugno 2024. Il taglio è considerato ormai scontato dagli operatori, soprattutto alla luce dei recenti dati sull’inflazione che mostrano un rallentamento più marcato del previsto nell’Eurozona.
A maggio 2025, l’inflazione dell’area euro è scesa all’1,9%, sotto il target del 2% fissato dalla BCE, mentre anche l’inflazione core ha rallentato, attestandosi al 2,3% dal 2,7% di aprile. Questi dati rafforzano la convinzione che ci sia spazio per ulteriori allentamenti monetari. Tuttavia, restano alcune incertezze legate alle aspettative di inflazione futura e alle tensioni geopolitiche e commerciali, in particolare quelle legate ai dazi statunitensi.
Focus sulla conferenza stampa di Lagarde
Se il taglio dei tassi appare ormai scontato, l’attenzione degli investitori si sposta sulla conferenza stampa della presidente Christine Lagarde. Gli osservatori si aspettano che Lagarde sottolinei la dipendenza delle prossime mosse dai dati macroeconomici e lasci volutamente aperta la tempistica di eventuali ulteriori riduzioni dei tassi. Il ciclo di tagli, infatti, potrebbe non essere ancora terminato, ma la BCE dovrebbe adottare un approccio prudente, valutando l’evoluzione di inflazione, crescita e rischi esterni prima di procedere con ulteriori interventi.
Durante la riunione saranno pubblicate anche le nuove proiezioni su PIL e inflazione. Le stime di consenso indicano per il PIL una crescita dello 0,9% nel 2025, dell’1,2% nel 2026 e dell’1,5% nel 2027, mentre l’inflazione headline è attesa al 2% nel 2025 e all’1,7% nel 2026. È probabile – secondo gli analisti – che la BCE aggiorni questi numeri anche alla luce delle recenti tensioni commerciali e delle dinamiche dei salari.
Prospettive per il resto dell’anno
Oltre l’intervento di oggi, però, la traiettoria appare meno definita. I mercati si attendono almeno un altro intervento entro la fine dell’anno, anche se la tempistica resta incerta e dipenderà dall’evoluzione dei dati economici e dei rischi globali. La politica monetaria della BCE sta dunque entrando in una fase più “neutrale”, con margini di manovra ancora disponibili ma con una crescente attenzione ai segnali di stabilizzazione dei prezzi e della crescita.
Come ricordano gli analisti del Global Credit Team di Algebris Investments, i mercati prezzano poco più di un ulteriore taglio nel corso del 2025, con settembre come ipotesi più probabile, ma il quadro rimane incerto.
“Molto dipenderà dall’evoluzione del contesto globale, in particolare dall’impatto delle politiche tariffarie. La BCE dovrà bilanciare il sostegno alla crescita con il rischio di una nuova pressione inflazionistica. Se i dazi venissero portati al 50%, Francoforte potrebbe trovarsi costretta a un approccio più deciso. Il contesto è delineato, la pressione aumenta”.
“Date le diverse opinioni dei membri del Consiglio direttivo, il compromesso la prossima settimana sarà probabilmente un taglio con guidance invariata, il che lascerà tutte le opzioni sul tavolo per le mosse future. Prevediamo una pausa nella riunione di luglio (a meno che non ci siano segnali di miglioramento nei negoziati sui dazi) e un ulteriore allentamento a settembre e forse nel quarto trimestre, con tassi terminali all’1,5%. I mercati stanno attualmente scontando due tagli nei prossimi 6 mesi e tassi terminali intorno all’1,65%”.