Economia

BTP Italia: tasso annuo definitivo pari all’1,85%

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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato che il tasso cedolare annuo definitivo della ventesima emissione del BTP Italia — con decorrenza dal 4 giugno 2025 e scadenza il 4 giugno 2032 — è stato fissato all’1,85%.

Questa emissione è attualmente nella Seconda Fase di collocamento, riservata agli investitori istituzionali, identificata dal codice ISIN IT0005648255. A conclusione di questa fase, che si svolge oggi dalle 10 alle 12, verranno comunicati i dettagli sull’ammontare totale emesso e sulla domanda registrata in entrambe le fasi.

BTP Italia: verso la chiusura

Il BTP Italia è un titolo di Stato indicizzato all’inflazione italiana, pensato per proteggere il potere d’acquisto degli investitori rispetto all’aumento dei prezzi al consumo.

Anche se rivolto principalmente ai piccoli investitori, questa emissione ha attirato un numero sorprendente di grandi investitori con ingenti capitali. In attesa dei numeri ufficiali, secondo le indiscrezioni, pare che durante i tre giorni di collocamento retail, infatti, si sono registrati oltre 160 ordini sopra il milione di euro, con due investimenti eccezionali che hanno superato i 20 milioni ciascuno: uno da 24,2 milioni e un altro da 22,5 milioni.

Il ticket medio è cresciuto del 29%, passando da circa 26.000 a quasi 34.000 euro, dimostrando come il titolo sia diventato una scelta preferita anche per investitori molto facoltosi. Nella giornata conclusiva del 29 maggio, circa 30 ordini sopra il milione sono stati presentati, con un record giornaliero di 9,2 milioni.

Il terzo giorno si è chiuso con 1,24 miliardi di ordini e 40.200 partecipanti, portando la raccolta complessiva retail a 6,5 miliardi da oltre 190 mila risparmiatori. Rispetto all’emissione di marzo 2023, la raccolta è più bassa in termini assoluti (allora si raggiunsero 8,6 miliardi solo da retail e quasi 10 miliardi complessivi), ma con un ticket medio più alto.

Ora è il turno degli investitori istituzionali per l’ultima fase di collocamento: se la loro risposta sarà simile a quella di due anni fa, la raccolta finale si attesterà intorno agli 8 miliardi, all’interno della forbice stimata dagli analisti (tra 8 e 10 miliardi), anche se alcune previsioni più ottimistiche, come quella di Barclays, vedono numeri fino a 11 miliardi.