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Dopo aver raggiunto il 22 aprile nuovi massimi storici a 3.500 dollari l’oncia, il prezzo dell’oro ha registrato una brusca correzione, scendendo di circa il 10% e toccando un minimo a 3.120 dollari. In seguito, si è assistito a un tentativo di rimbalzo che ha riportato le quotazioni in area 3200, livello ora cruciale sul piano tecnico. Questa mattina le quotazioni del metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) passano di mano a 3.229,54 dollari con una flessione dello 0,33% mentre l’oro con consegna a giugno (Comex) è scambiato a 3.224,50 dollari con una riduzione dello 0,07%.
Le cause della debolezza
Secondo Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, la recente fase di debolezza riflette una minore domanda di beni rifugio da parte degli investitori, in risposta a una serie di fattori esogeni.
“Crediamo che la discesa dei prezzi dell’oro sia principalmente legata alla diminuzione della domanda di beni rifugio, a causa della sospensione dei dazi verso la Cina e dell’allentamento delle tensioni geopolitiche”, spiega l’analista.
A influenzare il calo ha contribuito anche il rafforzamento del dollaro statunitense, che ha reso l’oro meno conveniente per gli investitori internazionali. Inoltre, il miglioramento di alcuni dati macroeconomici, come l’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti – salito ad aprile dello 0,2%, al di sotto delle attese – ha ridotto l’urgenza di ricorrere all’oro come copertura dall’inflazione.
Dal rally ai ribassi: i movimenti dell’oro nel 2025
Dopo una partenza cauta nei primi mesi dell’anno, con quotazioni stabili intorno ai 3120 dollari, l’oro ha accelerato al rialzo tra marzo e aprile, spinto dalle tensioni internazionali e dai timori sui tassi d’interesse.
Il punto di massimo è stato raggiunto il 22 aprile, quando le quotazioni hanno toccato il livello record di 3.500 dollari. Da lì ha preso il via una fase di correzione, culminata a metà maggio con un ritorno sui livelli di inizio anno. Al momento, i prezzi oscillano tra 3120 e 3200 dollari, con il mercato che osserva con attenzione i prossimi segnali tecnici e fondamentali.
Prospettive e livelli chiave
Diodovich evidenzia che, se nel breve termine potrebbe esserci spazio per un nuovo tentativo di recupero, le previsioni di medio termine restano orientate verso il basso, con un possibile ritorno dei prezzi verso quota 3000.
“Nel brevissimo, solamente una perentoria vittoria di 3.200 dollari e della seguente resistenza a 3.220 potrebbe creare i presupposti per un allungo in direzione di 3.325”, osserva l’analista. In caso contrario, una rottura dei minimi a 3.120 aprirebbe la strada a ulteriori discese, con obiettivi a 3.028 e 3.000 dollari.