Economia

Batosta dazi Usa: nella lista nera c’è anche l’Ue, che annuncia contromisure. Borse tremano

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Si inasprisce più del previsto da molti analisti la guerra commerciale Usa. La nuova tornata di dazi Usa è arrivata puntuale ieri 2 aprile. E non ha risparmiato nessuno dei partner commerciali, prevedendo un’imposizione minima del 10% su tutti i beni importati a partire dal 5 aprile.

L’Ue nella lista  nera

Per circa 60 paesi, considerati “peggiori trasgressori” in termini di pratiche commerciali scorrette, sono state introdotte aliquote superiori, doppie, triple e fino a sfiorare il 50%, per una circa sessanta Paesi considerati i più sleali nel commercio. Una sorta di lista nera che va dall’Unione Europea, su cui sono stati imposte tariffe al 20%, al Giappone, (24%) passando dalla Corea del Sud (25%) fino ad arrivare alla Cina (34%).

“Il 2 aprile 2025 sarà per sempre ricordato come il giorno in cui l’industria americana è rinata, il giorno in cui il destino dell’America è stato reclamato e il giorno in cui abbiamo iniziato a rendere l’America di nuovo ricca”, ha dichiarato Trump. Il nostro Paese e i suoi contribuenti sono stati derubati per più di 50 anni, ma non succederà più”.

Come se non bastasse, Trump ha anche annunciato l’entrata in vigore dalla mezzanotte di ieri dei dazi del 25% delle auto prodotte all’estero.

“Reciproco. Significa che loro lo fanno a noi e noi lo facciamo a loro. Molto semplice. Più semplice di così non si può”, ha aggiunto. “Faremo pagare loro circa la metà di quanto ci fanno e ci hanno fatto pagare… Quindi, le tariffe non saranno completamente reciproche”.

L’amministrazione Trump ha confermato che Canada e Messico saranno per ora esenti dalla tariffe di base del 10% e dai prelievi reciproci, poiché entrambi i Paesi sono già soggetti a dazi d’importazione del 25%. Anche i beni coperti dall’Accordo commerciale nordamericano saranno esclusi dalle nuove tariffe. Inoltre, l’acciaio, l’alluminio e le automobili, che sono già soggetti a dazi all’importazione, non saranno interessati dalle nuove tariffe reciproche. Tuttavia, si prevede che Trump annuncerà nel prossimo futuro ulteriori tariffe su rame, prodotti farmaceutici, semiconduttori e legname.

Le aliquote e quando entreranno in vigore

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’introduzione di dazi globali reciproci, con un’aliquota minima del 10% applicata a tutti i Paesi e tariffe più elevate per circa 60 nazioni considerate “peggiori trasgressori”. Questi dazi entreranno in vigore sabato 5 aprile per le aliquote base e mercoledì 9 aprile per quelle maggiori.

  • Aliquota base del 10%: applicata a Paesi come Regno Unito, Brasile, Singapore, Cile, Australia, Colombia, Turchia e altri Stati minori.

  • Aliquote maggiori: Cina (34%), Unione Europea (20%), Vietnam (46%), Giappone (24%), Corea del Sud (25%), India (26%), Cambogia (49%) e Taiwan (32%).

  • Esenzioni: Canada e Messico sono temporaneamente esclusi dai dazi del 10%, essendo già soggetti a tariffe del 25% su alcune importazioni.

Le reazioni

Dopo gli annunci della Casa Bianca, non si sono fatte attendere le reazione dei maggiori leader mondiali.

“Siamo pronti a reagire, ma siamo pronti a negoziare, non è troppo tardi. Finalizzeremo il primo pacchetto di contromisure sull’acciaio e prepareremo altri contro dazi in caso di fallimento dei negoziati” ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nella sua replica ai dazi imposti dal presidente americano Donald Trump, aggiungendo che “seguiremo con attenzione anche gli effetti indiretti che queste tariffe potrebbero avere, perché non possiamo assorbire la sovraccapacità globale né accettare il dumping sul nostro mercato. Come europei promuoveremo e difenderemo sempre i nostri interessi e valori. E difenderemo sempre l’Europa”.

Il  ministro del Commercio giapponese Yoji Muto ha definito l’imposta del 24% sulle importazioni nipponiche sono “estremamente deplorevoli”.  Tokyo ha affermato anche che l’offensiva tariffaria del presidente americano Donald Trump potrebbe violare le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e il trattato commerciale tra i due paesi.

Della stessa opinione il Ministero del Commercio di Pechino che ha definito le tariffe Usa “non sono conformi alle norme del commercio internazionale”, promettendo “contromisure per salvaguardare i propri diritti e interessi”.

Borse giù, corre l’oro

Immediata la reazione del mercato che, già nell’After hours di Wall Street, ha dato modo di dimostrare la forte preoccupazione degli investitori sui nuovi muri alzati dall’amministrazione Trump. Nella notte i futures sui S&P 500: -3%, Nasdaq: -3,8%, Dow Jones: -1,8%. Gli investitori si sono riversati su beni rifugio come l’oro, che ha raggiunto nuovi massimi storici: il metallo prezioso Spot è stata scambiato intorno alle 2.00 italiane a 3.167 dollari per poi ripiegare. Poco prima delle 8.00 è scambiato a 3.131,97 dollari con un avanzamento dello 0,5%.

Sui mercati valutari, il dollaro scivola contro le principali valute. Ne approfitta l’euro per tornare sopra la soglia degli 1,09 dollari e lo yen viaggia ai massimi di tre settimane (+1,3% a 147,39 per dollaro). Il franco svizzero ha toccato il massimo in 4 mesi a 0,8754 per dollaro.