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Turchia: arrestato sindaco di Instabul, rivale di Erdogan. Lira a picco

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Un vero e proprio terremoto è quello che si sta abbattendo sul mercato turco, con la lira scesa ai minimi storici rispetto al dollaro e l’indice azionario di riferimento del Paese che perde fino al 7%.

A scatenare il panico la notizia dell’arresto a sorpresa del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, rivale del presidente turco Recep Tayyip Erdogan ed esponente di spicco del partito d’opposizione.

Turchia: arrestato il sindaco Imamoglu

Imamoglu, che ha vinto la carica di sindaco della città più popolosa della Turchia nell’aprile del 2023, è stato arrestato con accuse che vanno dal terrorismo alla criminalità organizzata, secondo l’agenzia di stampa statale Anadolu, che ha citato l’ufficio del procuratore capo di Istanbul. L’agenzia di stampa ha riferito che i pubblici ministeri hanno emesso mandati di cattura anche per altre 100 persone.

Il popolare sindaco 53enne era considerato il prossimo candidato del partito di opposizione alla presidenza turca. Il Partito Repubblicano del Popolo (CHP) di Imamoglu, il principale partito di opposizione della Turchia, avrebbe dovuto tenere le primarie il prossimo 23 marzo, durante le quali Imamoglu avrebbe dovuto emergere come candidato alla presidenza.

In una dichiarazione, il CHP ha respinto categoricamente le accuse contro Imamoglu, definendo la mossa un colpo di stato. “Prendere decisioni per conto del popolo, usare la forza per sostituire la volontà del popolo o per ostacolarla è un colpo di Stato”, ha dichiarato Ozgur Ozel, presidente del CHP.

L’arresto di Imamoglu ha fatto seguito alla perquisizione della sua abitazione il giorno prima, dopo che l’Università di Istanbul aveva invalidato il suo diploma, squalificando di fatto l’esponente dell’opposizione dalla possibilità di candidarsi alla prossima corsa presidenziale. Il possesso di un titolo di studio universitario infatti è un requisito fondamentale per candidarsi alle elezioni secondo la legge turca.

Il motivo dell’annullamento è da ricercarsi in presunte irregolarità nel suo trasferimento del 1990 da un’università privata di Cipro Nord alla facoltà di amministrazione aziendale. Imamoğlu ha definito la decisione dell’università “illegale”, insistendo sul fatto che non ha l’autorità per annullare il diploma. La mossa dell’università è stata ampiamente percepita come politicamente motivata. “I giorni in cui coloro che hanno preso questa decisione saranno chiamati a rispondere davanti alla storia e alla giustizia sono vicini. La marcia del nostro popolo, assetato di giustizia, diritto e democrazia, non può essere fermata”, aveva scritto su X il sindaco.

In seguito lo stesso Imamoglu aveva suggerito che la decisione fosse stata presa su pressione del governo di Erdoğan. “Cosa farò adesso? Continuerò a correre come un leone. Non farò un passo indietro, correrò ancora più forte”, ha dichiarato Imamoğlu.

La reazione del mercato

Secondo i dati di Refinitiv, la lira è stata scambiata fino a 40,96 contro il dollaro statunitense, prima di passare a 38,74 stamani a Istanbul, con il biglietto verde in rialzo del 5,53% sulla valuta turca, a lungo in difficoltà.

Le quotazioni alla Borsa in Turchia sono calate di circa il 7% prima di essere sospese, mentre i rendimenti dei titoli di Stato turchi decennali sono saliti di oltre 100 punti base.

Nel frattempo il governatore di Instabul ha sospeso tutti i raduni e le manifestazioni  fino a domenica e anche la stazione della metropolitana di piazza Taksim è chiusa per evitare manifestazioni.