Fonte: Getty Images
Non è solo l’oro che luccica ma anche l’uranio è oggi un tema di investimento resiliente grazie alla forte domanda di energia nucleare. Così Roberta Caselli di Global X, secondo cui si moltiplicano i segnali di un cambiamento di paradigma rispetto all’uso del nucleare per raggiungere la neutralità climatica.
Uranio: lo scenario da lato della domanda
Quali sono questi segnali? In primis la Polonia che approva la costruzione del suo primo reattore, ma anche la Francia è all’avanguardia nel campo dell’energia nucleare e per la prima volta negli ultimi 25 anni un nuovo reattore nucleare è stato connesso alla rete elettrica francese, e il Paese si sta impegnando per semplificare la progettazione dei suoi reattori modulari compatti.
Fuori dai confini europei, nelle ultime settimane, l’autorità di regolamentazione nucleare degli Stati Uniti si è adoperata per semplificare il processo di approvazione dei nuovi reattori. Allo stesso tempo, la Russia sta costruendo più di dieci unità nucleari all’estero per consolidare la sua posizione di leader mondiale nella costruzione di nuove centrali nucleari. E infine l’India che prevede di triplicare la propria produzione entro il 2032.
Insomma tutti questi progetti di energia nucleare a livello mondiale sembrano quindi trainare la domanda di uranio.
Lo scenario dal lato dell’offerta
Dal lato dell’offerta le nazioni sembrano intenzionate ad aumentare la loro indipendenza nel ciclo di approvvigionamento di combustibile nucleare, sostiene l’analista. Così gli Stati Uniti hanno scelto i fornitori per soddisfare il loro fabbisogno di uranio a basso arricchimento, in seguito alle richieste di proposte emesse a giugno. “Allo stesso tempo, l’incertezza nella catena di fornitura e i persistenti conflitti geopolitici potrebbero influire sulle dinamiche di approvvigionamento dell’uranio. Un blocco burocratico, ad esempio, ha causato la sospensione della produzione di uranio nel progetto di joint venture Inkai del Kazakistan. Inoltre, con la potenziale applicazione di dazi da parte del presidente Trump, il Canada sta valutando la possibilità di tassare le esportazioni di materie prime chiave verso gli Stati Uniti, compreso l’uranio” sostiene l’esperta di Global X. “Tuttavia, è probabile che alcuni rischi di approvvigionamento si annullino. Le restrizioni imposte dall’amministrazione Biden sull’uranio lavorato in Russia potrebbero essere revocate già nel 2025, se Trump porterà a termine la promessa di risolvere in tempi brevi la guerra tra Russia e Ucraina” conclude Caselli.