Lindbergh: rinnovo del contratto con Ricoh Italia e consolidamento del pluriennale rapporto di partnership
Lindbergh, a capo dell’omonimo Gruppo attivo in Italia e Francia nel settore MRO (Maintenance Repair and Operations), ha sottoscritto un accordo formale per il rinnovo del Contratto in essere con RICOH Italia, azienda leader nell’offerta di prodotti e servizi in ambito printing, digital workplace e business process management.
L’accordo è riferito al Contratto per l’erogazione di servizi, da parte di Lindbergh, di “in-night delivery” di parti di ricambio e di reverse logistics per la rete di assistenza diretta di RICOH Italia, costituita da oltre 150
tecnici manutentori itineranti, capillarmente distribuiti sul territorio nazionale. L’accordo prevede un tacito rinnovo annuale del Contratto, per un controvalore, in funzione dei volumi attesi, di 350.000 euro annui.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play