Italia: Pmi manifatturiero dicembre aumenta leggermente a 48,5 punti ma settore resta in contrazione
A dicembre, l’indice destagionalizzato S&P Global PMI del settore manifatturiero italiano si è attestato a 48,5 punti, in lieve aumento dai 48,4 di novembre, indicando il sesto peggioramento consecutivo dello stato di salute del settore. Ricordiamo, infatti, che un dato sotto i 50 punti segnala una contrazione, mentre un valore superiore indica un’espansione.
Lewis Cooper, Economist di S&P Market Intelligence, ha dichiarato: “Il settore manifatturiero italiano è rimasto impantanato in una fase di contrazione nel mese di dicembre, con produzione e ordini ancora in diminuzione, anche se a ritmi più contenuti. In particolare, i dati hanno evidenziato una riduzione delle scorte sia di acquisti che di prodotti finiti per la prima volta da maggio, evidenziando gli sforzi in atto da parte delle imprese per ottimizzare le scorte in un contesto di debolezza economica.”
Qualche notizia positiva arriva invece dalla fiducia delle imprese, “che si è rafforzata fino a raggiungere un massimo di sette mesi. Le aziende partecipanti hanno citato la speranza di una ripresa della domanda e gli investimenti previsti. Ciò detto, con il settore che ancora in territorio di contrazione nell’ultimo mese del 2022, i dati PMI lasciano intendere che ci sono ancora sfide da affrontare mentre inizia il 2023.”
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play