Il gestore lussemburghese Pharus apre un ufficio a Milano
Ha aperto i battenti a Milano la succursale italiana di Pharus Management Lux SA, società di gestione lussemburghese. A guidarla sarà l’amministratore delegato Luigi Maria Vitelli,
direttore generale della società lussemburghese dal 2017 e ceo dal 2019. Lo affiancano Andrea Guitta, branch manager e gestore patrimoniale, William Trevisan e Tiziano Morretta,
anch’essi gestori patrimoniali, e Francesca Lodigiani, responsabile delle relazioni e a fianco della famiglia Berra da oltre 20 anni.
Lo scopo della branch milanese di Pharus Management Lux SA è portare in Italia l’esperienza maturata sui mercati europei, mettendo a disposizione dei clienti italiani le
innovazioni, le nuove metodologie e le professionalità del comitato di gestione. La branch offre servizi di gestione patrimoniale, consulenza e supporto alla distribuzione in Italia di quote di fondi propri e terzi caratterizzati da metodologie uniche, innovative e altamente integrate.
Il Gruppo Pharus è nato nel 1998, quando la famiglia Berra, private banker da oltre 40 anni, ha costituito in Svizzera Pharus Asset Management SA. Inizia così l’attività di gestione patrimoniale di clienti privati. Nel 2002 è stata costituita Pharus Sicav, organismo di investimento collettivo di diritto lussemburghese distribuito anche in Italia, e nel 2012 Pharus Management Lux SA, società di gestione di diritto lussemburghese autorizzata alla gestione di fondi comuni di investimento e alternativi. A fine 2019, Pharus Management Lux SA ha ottenuto l’autorizzazione alla gestione di patrimoni individuali, alla consulenza finanziaria e alla distribuzione di fondi propri e di case terze.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.