Stellantis fa peggio del mercato a gennaio in Italia
Il gruppo Stellantis inizia il 2022 performando peggio del mercato auto in Italia, con 38.593 unità immatricolate, in calo del 26,7% rispetto a gennaio di un anno prima. La quota di mercato del gruppo guidato da Carlos Tavares si attesta al 35,8%, in netta flessione rispetto al 39,2% di gennaio 2021. L’Italia rappresenta circa il 9% dei volumi di Stellantis.
Tra i singoli marchi Fiat segna -20,81%, Peugeot -27,85%, Opel -31,88%, Jeep -18,04%, Citroen -51,45%, Lancia -19,29%. Nella top ten delle vendite figurano quattro modelli del gruppo Stellantis: Fiat Panda è prima con 9.385 unità vendute, quarta la Lancia Ypsilon con 3.265; in sesta posizione la Fiat 500X con 2.450 e all’ottavo posto la Peugeot 2008 con 2.411.
Guardando invece al mercato statunitense, le immatricolazioni del mercato US a gennaio sono calate del 10% a/a circa 1 milione, la SAAR (Annual U.S. Light Vehicle Sales) è stata di 15,04 mln, in calo del 10% annuo, ma in netto recupero rispetto alla media del secondo semestre (13,05) e in miglioramento rispetto all`intero 2021 (14,9 mln).
Focus anche sui risultati di GM, con ebit margin adj all’8,1% nel 4Q, 10,2% nel’intero 202 e stimato al 10% nell’intero 2022. Le indicazioni arrivate da GM, rimarca oggi Equita SIM, sono coerenti con le assunzioni per Stellantis per l’intero 2022 (adj. EBIT +7% a/a con contributo positivo di volumi in ripresa e price-mix positivo in grado di compensare in buona parte l`inflazione di costi).
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo