M&A con Banco BPM, Orcel (UniCredit): ‘tutto è possibile, niente è possibile. La priorità è il piano’
‘Tutto è possibile e niente è possibile. Per noi l’M&A non è un priorità, la priorità è portare a casa il piano, perchè se ci riusciamo trasformiamo UniCredit in una banca eccezionale”. Così Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit, intervenendo al 126mo Consiglio nazionale e 11ma Conferenza d’organizzazione che la Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani) ha organizzato da oggi al 17 dicembre. Orcel, stando a quanto riporta l’agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor, ha risposto così a chi gli ha chiesto se Banco Bpm potesse essere un possibile target per crescere in Italia.
Riguardo a come crede che sarà posizionata UniCredit alla fine del piano UniCredit Unlocked, Orcel ha risposto di sperare che “tra cinque anni come UniCredit avremo conseguito il nostro piano industriale e saremo già nella seconda fase, riposizionati con un livello di redditività e di crescita accettabile, avendo messo anche le fondamentale per digitalizzarci. Se UniCredit avrà fatto bene il suo lavoro – ha sottolineato il ceo di Piazza Gae Aulenti – saremo nella posizione di crescere maggiormente all’estero”.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play